SISTEMA ITALIA

Immigrati: la maggioranza degli italiani vuole la linea dura

Renato Mannheimer

04 Giugno 2019

La delicata questione degli immigrati – regolari e non – in arrivo o già presenti nel nostro Paese, continua a essere all’ordine del giorno e a trovare grande spazio sui media. Specie in questo periodo, sull’onda della situazione libica e dei più volte annunciati rischi connessi, legati alla possibilità che molte migliaia di nuovi profughi cerchino rifugio nel nostro Paese anche a causa della guerra. Ma è ormai da molto tempo che gli italiani prestano una crescente attenzione ai temi dell’immigrazione e il loro atteggiamento si è fatto sempre più severo nei confronti degli arrivi, anche di quelli di coloro che possono essere a tutti gli effetti considerati profughi da guerre o da eventi naturali.

D’altronde, i risultati dalle ricerche di opinione sono eloquenti: diversi anni fa prevaleva un atteggiamento di apertura e la metà circa degli intervistati nei sondaggi dichiarava addirittura di approvare l’idea di “accogliere tutti gli immigrati, anche perché l’Italia è un Paese cattolico”. Oggi, invece, questa percentuale è drasticamente crollata ed è arrivata a scendere fino a meno del 20%. Si è di converso fortemente accresciuta la quota di chi dice che “dobbiamo respingerli tutti” o, come sostiene la maggioranza relativa, che “dobbiamo accettare solo i profughi da guerre o eventi naturali catastrofici e respingere tutti gli immigrati per motivi economici”. Insomma, gli italiani sono diventati sempre più contrari a nuovi arrivi (e alla permanenza degli irregolari) o quantomeno molto più selettivi.

Tra tutti i politici, Matteo Salvini ha saputo – e voluto - più di altri cogliere e interpretare (e, spesso, stimolare) questo trend dell’opinione pubblica del nostro Paese e farlo proprio in modo dirompente e talvolta provocatorio. Le sue scelte hanno suscitato, come si sa, molte critiche, ma la maggioranza degli elettori pare a tutt’oggi condividere la sua linea e le sue azioni.

Ma il consenso alla “linea dura” va addirittura oltre la mera accettazione delle scelte del Governo: da un recente sondaggio dell’Istituto EumetraMR (su un ampio campione della popolazione al di sopra dei 17 anni di età) emerge come, secondo gran parte degli intervistati, l’azione del Governo appaia loro non solo positiva, ma addirittura ancora insufficiente rispetto alle esigenze del Paese. E che vada incrementata.

Quasi il 40% del campione afferma infatti che “Il Governo dovrebbe contrastare l’immigrazione in misura maggiore e più efficace”. Quindi, intensificare (e non ridurre, come alcuni esponenti politici propongono) le scelte di freno rigoroso agli sbarchi. Lo dicono con maggiore frequenza gli uomini, le persone con basso titolo di studio e, come ci si poteva facilmente aspettare, gli elettori della Lega, tra i quali questa convinzione raggiunge il 60%. Solo in parte meno convinti appaiono gli elettori di Forza Italia, tra i quali il 42% condivide l’opinione in questione. Seguiti dai votanti per il Movimento Cinque Stelle, tra cui il consenso raggiunge il 38%. Ovviamente ostili a questa presa di posizione sono gli elettori del Pd, convinti solo al 14%.

Sul fronte opposto delle opinioni, il 29% degli intervistati nel sondaggio sostiene invece che “Il Governo dovrebbe ridurre le politiche di contrasto all’immigrazione” (lo dicono, com’è intuitivo, in particolare gli elettori del Pd), diminuendo cioè l’intensità della propria azione. Mentre il restante 23% (oltre al 9% di chi non sa o non vuole esprimere un’opinione al riguardo) assume una posizione di soddisfazione per la situazione attuale senza volerla cambiare granché, dato che sostiene che “l’azione del Governo nei confronti dell’immigrazione va bene così com’è ora”. In definitiva, nell’insieme, oltre il 60% dei cittadini approva le scelte dell’Esecutivo o le vorrebbe ancora più restrittive.

Dunque, anche sulla base di questi risultati - che, come si è detto, non fanno che confermare un trend dell’opinione pubblica in atto da tempo – è facile comprendere come il tema dell’immigrazione rappresenti oggi uno dei più trattati nella comunicazione politica e che lo sarà probabilmente anche nei prossimi mesi. Anche perché esso costituisce uno degli argomenti politici cui gli italiani sono più sensibili e che, per questo, è in grado di condizionare significativamente il voto degli elettori.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Hbr Italia

Caratteri rimanenti: 2500

Temi più seguiti

Partner center