La formazione manageriale in Italia nel 2016

A cura di Rosamaria Sarno

07 Giugno 2016

Il Rapporto Speciale di Harvard Business Review Italia ha analizzato a fondo la situazione in atto: si può davvero tirare un sospiro di sollievo e guardare al presente e, soprattutto, al futuro con ottimismo? Già un paio d’anni fa sembravano soffiare venti di ripresa, ma poi i fatti avevano smentito le impressioni positive. Stavolta sembrerebbe invece che il recupero ci sia: sia le ultime indagini sulla formazione sia molti degli esperti intervistati confermano tale tendenza. 

Per esempio, segnali positivi arrivano dall’XI edizione dell’Indagine “Osservatorio Asfor 2015 - Domanda di Formazione Manageriale”, cui hanno partecipato capi del personale, responsabili della formazione e di corporate university di 78 grandi e medie aziende italiane: ben il 41% afferma di aver aumentato le risorse finanziarie destinate alla formazione; resta elevata (40%) la percentuale delle imprese che confermano di mantenere stabile il budget, mentre per quelle che dichiarano di averlo ridotto la diminuzione è stata solo del 19%, la percentuale più bassa registrata negli ultimi anni. 

Anche le previsioni di budget per il 2016 indicano un mutamento di “sentiment”: soltanto il 7% delle imprese del campione dichiara di ridurre il budget per la formazione (anche questa è la percentuale più bassa registrata negli ultimi anni). Secondo i ricercatori Asfor, sembra quindi delinearsi una ripresa che, pur non essendo brillante, ridà comunque fiato a un settore per lungo tempo in difficoltà. 

In particolare, è l’internazionalizzazione delle imprese il fattore maggiormente correlato alla crescita dei budget della formazione: in pratica, le strategie di internazionalizzazione richiedono non solo ampie e profonde competenze ma anche nuovi comportamenti. In generale, le competenze da aggiornare sono soprattutto di leadership, manageriali e professionali. La maggiore rilevanza è attribuita allo sviluppo delle skill manageriali, ma subito dopo troviamo la leadership/change management, il miglioramento delle competenze tecniche e professionali, le vendite e l’innovazione. Risulta rilevante anche il peso attribuito alla formazione per le tematiche sicurezza/salute/ambiente, indice non soltanto di rispetto delle normative, ma probabilmente anche di una crescente sensibilizzazione su questi aspetti.

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