EDITORIALE

Un passaggio inevitabile

Enrico Sassoon

Gennaio 2020

Un passaggio inevitabile

Sono ormai poche, se ancora ve ne sono, le aziende che non fanno i conti con la trasformazione digitale. Essendo divenuto sempre più chiaro che il cambiamento richiesto non si esaurisce con l’inserimento di tecnologie digitali nel corpo aziendale, ma richiede al contempo una reimpostazione ampia e profonda del modo di fare impresa e di relazionarsi con il mercato. In pratica, la digitalizzazione forza l’impresa a cambiare, in tempi più o meno rapidi, il proprio “modello di business” per competere sia con aziende che già nascono e operano sotto il nuovo paradigma, sia con aziende ai vari stadi della trasformazione.

Il tema è fra i più complessi di questo periodo storico perché la trasformazione è veloce e continua, e risulta arduo congelare e fotografare i processi liquidi che scorrono di fronte ai nostri occhi. Ci provano, e si direbbe con ottimo risultato, Marco Iansiti e Karim Lakhani con il loro articolo che rappresenta un passaggio seminale che può essere di grande aiuto per il management alle prese con la digital trasformation.

I due autori fanno riferimento a esperienze estremamente avanzate di imprese leader mondiali, come Alibaba, Microsoft, Amazon e altre, all’avanguardia nell’introduzione dell’intelligenza artificiale nei loro processi e nel loro rapporto con il mercato, su una scala che è chiaramente lontana dalla realtà della stragrande maggioranza delle imprese. Il punto che giustamente mettono in rilievo è però quello dell’inevitabile convergenza verso il modello che i giganti tecnologici rappresentano. Occorrerà del tempo, spiegano Iansiti e Lakhani, prima che i modelli operativi alimentati dall’IA arrivino a produrre un valore economico prossimo a quello generato dai modelli tradizionali. Ma la progressione è inevitabile e riguarda tutti i settori: finanza, distribuzione, trasporti, manifattura, sanità e via dicendo.

Occorre dunque rendersi consapevoli del fatto che i cambiamenti in atto vanno oltre l’idea, proposta da tempo da Christensen e altri, dell’innovazione dirompente. Iansiti e Lakhani chiariscono in modo convincente che siamo in presenza di un fenomeno che essi definiscono di “collisione”, che si verifica quando le aziende basate sul nuovo business model impattano sulle aziende tradizionali, spesso scaraventandole fuori dal mercato. E queste collisioni sono il risultato dell’affermazione di un tipo d’impresa completamente diverso da quella che siamo abituati a concepire. Da qui lo stravolgimento dei normali parametri della competizione e del vantaggio competitivo.

Per fugare il dubbio che la ricerca di questo modello di business abilitato da intelligenza artificiale, dati e algoritmi sia riservato a poche potenti piattaforme tecnologiche, gli autori dichiarano esplicitamente che il nuovo orientamento può arrivare a spingere la crescita e la capacità di competere di un’impresa digitale anche quando non sia particolarmente sofisticata. Per apportare cambiamenti “spettacolari”, cioè, non occorre che le tecnologie fondate sull’IA siano cose da fantascienza, indistinguibili dal comportamento umano o capaci di simulare il ragionamento umano. È sufficiente un sistema informatico capace di eseguire compiti di norma svolti dalle persone per realizzare, nuove capacità finora impensate, e spesso impensabili.

Nell’articolo, che è arricchito dai commenti di Bruno Lamborghini e di Andrea Granelli, si spiega anche in che modo è opportuno procedere nella transizione da impresa tradizionale a impresa trainata dall’IA. Toccando un punto spesso controverso, che riguarda la collocazione dei team di innovazione all’interno dell’organizzazione, Iansiti e Lakhani respingono l’idea di confinare l’innovazione in un gruppo separato dal corpo aziendale. La trasformazione digitale alimentata dall’IA è un passaggio che investe l’azienda a 360° e che richiede una strategia chiara e condivisa, un’architettura ben costruita e una collaborazione disciplinata tra tutte le funzioni aziendali. Un compito certamente non facile ma che occorre avviare e gestire con determinazione per arrivare a coglierne, quanto prima possibile, gli aspetti più positivi.

 

Buona lettura!

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