Speciale GENNAIO-FEBBRAIO 2018

Ripensare l’efficienza

Roger Martin

14 Gennaio 2019

Ripensare l’efficienza

Fin da Adam Smith la riflessione sul business ha costantemente visto nel taglio degli sprechi il santo graal del management. E se invece gli effetti negativi di questa ricerca dell’efficienza fossero superiori a quelli positivi?

L’alto prezzo dell’efficienza

La fede nelle inossidabili virtù dell’efficienza è più solida che mai: impersonata dalle organizzazioni multilaterali di promozione del commercio; perseguita dai Governi con le loro politiche di liberalizzazione degli investimenti diretti all’estero, di deregolamentazione, privatizzazione e lotta agli sprechi; e coltivata in tutte le business school del pianeta. Ma secondo Roger Martin, direttore del Martin Prosperity Institute, un eccessivo focus sull’efficienza produce effetti sorprendentemente negativi e apre le porte al disordine sociale in quanto i ritorni confluiscono verso un numero sempre più limitato di concorrenti molto efficienti. Il rimedio consiste a suo parere nel puntare di più su quella che è una fonte meno immediata di vantaggio competitivo, la resilienza. Per fare questo le organizzazioni possono limitare la scala, introdurre frizioni produttive, promuovere il capitale a lungo termine (il cosiddetto “patient capital”), creare lavoro di qualità e cambiare il modo di formare le persone.

Il successo genera ineguaglianza: cosa dimostrano i dati

Illustrazione grafica dello stato della questione dopo la Grande Recessione. In cui è evidente come le persone e le aziende più ricche stiano avvantaggiandosi sempre di più rispetto alle altre.

I costi della complessità sono difficili da vedere

Jim Hackett, CEO di Ford Motor Company, parla con HBR di quella che lui chiama corporate fitness e di come l’ha applicata in Ford e prima ancora in Steelcase, azienda produttrice di mobili per ufficio.

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