SPECIALE IL FATTORE “F”

La storia della felicità

Come la ricerca delle gratificazioni ha modellato la cultura e l'economia dell'Occidente

Peter N. Stearns

Gennaio 2012

Dice un proverbio russo: «Chi sorride molto è uno sciocco o un americano». È vero che nel 1990, quando la McDonald's sbarcò in Russia, uno dei suoi primi obiettivi fu quello di addestrare i dipendenti ad apparire sempre allegri. Da allora ho passato parecchio tempo con degli amici russi a discutere le regole culturali che presiedono alla rappresentazione esteriore della felicità, e ho convenuto con loro che le differenze rimangono. Ma il punto non è parlar male dei russi. Anche la maggior parte delle culture dell'Asia orientale ha aspettative inferiori in tema di felicità rispetto a ciò cui gli americani sono abituati. Alcune culture latino-americane tendono ad andare nella direzione opposta, confermando le risultanze dei sondaggi internazionali sulla felicità che punteggiano il panorama dell'opinione pubblica contemporanea. Inoltre, gli atteggiamenti nei confronti della felicità non si limitano a variare; si modificano nel tempo. Come risulta dai sondaggi, i danesi non sono...

Hai ancora 3 articoli gratis. Clicca qui per leggere questo l'articolo.

oppure Accedi per continuare la lettura

Se hai un abbonamento, ACCEDI per leggere l'articolo e tutti gli approfondimenti.

Altrimenti, scopri l'abbonamento a te dedicato tra le nostre proposte.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Hbr Italia

Caratteri rimanenti: 400

3 / 3

Free articles left

Abbonati!