OBIETTIVO INNOVAZIONE

Tre carriere distinte per i manager dell’innovazione

GINA COLARELLI O’CONNOR, ANDREW CORBETT E RON PIERANTOZZI

Gennaio 2010

Le grandi aziende riescono molto meglio nelle innovazioni di tipo incrementale che in quelle di carattere radicale. Questo è vero oggi come lo era vent’anni fa, malgrado gli innumerevoli interventi mirati al rafforzamento della capacità di innovazione. Per comprendere le ragioni di questo fenomeno i ricercatori del Rensselaer Polytechnic Institute hanno studiato gli loro sforzi pluriennali di ventuno grandi aziende intenzionate a costruire una capacità di innovazione radicale. Dalla ricerca emerge che, nonostante sembrino perseguirli, la maggioranza delle imprese non forniscono la struttura formale e il sostegno di cui i programmi mirati all'innovazione hanno bisogno per avere successo, come per esempio un'organizzazione autonoma, processi adeguati a operazioni con elevati margini di incertezza e metriche su misura. Lo studio rivela inoltre che, in fondo, le aziende non sanno gestire gli innovatori di talento. Tipicamente, le grandi società fanno ruotare con regolarità i manager ad alto potenziale dentro e fuori dai ruoli...

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