GRANDI IDEE


L'era del capitalismo fondato sul cliente

Per tre decenni, i dirigenti hanno fatto della massimizzazione del valore per gli azionisti la priorità assoluta. Ma le prove suggeriscono che gli azionisti, in realtà, ottengono migliori risultati quando le imprese antepongono il cliente a tutto il resto.

ROGER MARTIN

Gennaio 2010

Il capitalismo moderno può essere suddiviso in due epoche principali. La prima, quella del capitalismo manageriale, ebbe inizio nel 1932 e fu contraddistinta dalla nozione - all’epoca radicale - che le imprese dovessero avere un management professionale. La seconda, il capitalismo del valore per gli azionisti, ha avuto inizio nel 1976. La sua premessa centrale è che lo scopo di ogni impresa dovrebbe essere quello di massimizzare la ricchezza degli azionisti. Se le imprese perseguono questo obiettivo, afferma questo ragionamento, sia gli azionisti sia la società ne trarranno beneficio. Ma questa è una premessa tragicamente imperfetta, che è il momento di abbandonare per passare a una terza era: il capitalismo guidato dal cliente. Le prime due epoche furono entrambe annunciate da un decisivo lavoro accademico. Nel 1932, Adolf A. Berle e Gardiner C. Means pubblicarono il loro leggendario trattato, The Modern Corporation and Private Property, dove si affermava che la...

Hai ancora 1 articoli gratis. Clicca qui per leggere questo l'articolo.

oppure Accedi per continuare la lettura

Se hai un abbonamento, ACCEDI per leggere l'articolo e tutti gli approfondimenti.

Altrimenti, scopri l'abbonamento a te dedicato tra le nostre proposte.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Hbr Italia

Caratteri rimanenti: 400

1 / 3

Free articles left

Abbonati!