STRATEGIA

Un’evoluzione strategica all’insegna della sostenibilità

Il Piano strategico di Aeroporti di Roma costituisce un cambiamento radicale nella gestione, in una prospettiva di lungo termine in cui gli obiettivi ambientali si integrano intrinsecamente con quelli economici e sociali

Intervista di Marco Frey a Marco Troncone

Maggio 2022

Un’evoluzione strategica all’insegna della sostenibilità

Aeroporti di Roma (ADR) nasce quasi 50 anni fa, in seguito alla Legge 755/1973 che designava una società controllata da IRI come concessionaria esclusiva per la gestione del sistema aeroportuale romano, costituito dagli aeroporti Leonardo da Vinci di Fiumicino e Giovan Battista Pastine di Roma Ciampino. Dopo un decennio tra 1983 e 1994 in cui, nell’ambito dell’IRI, ADR fu ceduta da Italstat ad Alitalia, e un triennio in cui il nuovo azionista divenne Roma Holding (sempre controllata dall’IRI), nel luglio 1997 venne avviata la privatizzazione conclusa nel 2000.

La prima fase che va dal 2000 al 2012 è molto critica, conseguente a una promessa regolatoria non mantenuta della privatizzazione, che impedì all’azienda di fare investimenti significativi. Le tariffe aeroportuali erano, infatti, completamente slegate dal livello di investimenti eseguiti e l’azienda maturò un orientamento quasi esclusivamente orientato all’efficienza operativa e alla manutenzione, rinunciando a iniziative di sviluppo e ammodernamento a discapito dei livelli di qualità del servizio.

 

La seconda fase: creazione di un ambiente favorevole per gli investimenti

Nel 2012, con la stipula del nuovo Contratto di Programma, inizia una nuova storia e noi cominciamo da qui la nostra analisi dell’evoluzione strategica di ADR condotta intervistando Marco Troncone, amministratore delegato di ADR dal 2020, ma prima CFO della stessa azienda. «Questa fase, dopo il difficile periodo precedente - esordisce Troncone - dimostra come un assetto virtuoso tra pubblico e privato, con una cornice regolatoria abilitante caratterizzata da regole orientate al mercato, può essere vantaggioso per tutti».

Il livello tariffario viene, infatti, commisurato agli investimenti effettuati assicurandone una prevedibile remunerazione, comunque nei limiti fissati del regolatore. Il Contratto di Programma del 2012, inoltre, inquadra i periodici aggiornamenti del livello tariffario all’interno di un sistema di regole certe per il lungo periodo, creando in tal modo una relazione virtuosa tra gli impegni assunti dal gestore e gli investitori disposti a finanziare l’ingente piano di sviluppo dell’infrastruttura che prevedono tempi di rimborso almeno decennali.  Nel meccanismo di calcolo delle tariffe viene poi inserita anche una relazione tra i livelli di qualità forniti e le performance ambientali assicurate, incentivando un orientamento strategico verso uno sviluppo attento alle esternalità.  

Le evidenze che caratterizzano questa nuova fase che va dal 2012 al 2020 sono:

a)     Consistente incremento degli investimenti effettuati, con sistematico sviluppo della capacità aeroportuale. Dal 2012 a oggi, gli investimenti effettuati sono stati superiori a 2 miliardi di euro, per una spesa media annuale di oltre il triplo rispetto al decennio precedente.

b)     Drastico miglioramento della qualità del servizio erogato. A testimonianza di ciò vi è il riconoscimento Airport Service Quality, ottenuto per cinque anni consecutivi (dal 2017 al 2021) come il migliore tra gli aeroporti europei con più di 40 milioni di passeggeri all'anno, ancor più significativo tenuto conto che sino al 2012 Fiumicino si posizionava ultimo in tale classifica. Si tratta di un sondaggio internazionale sulla soddisfazione della clientela condotto dall'ACI (Airports Council International) attraverso un questionario standardizzato distribuito ai passeggeri prima dell'imbarco in più di 350 aeroporti in tutto il mondo.

c)     Impatti positivi sul sistema economico sia nazionale che locale. Uno studio realizzato da una società specializzata “nell’analisi degli impatti” ha stimato in circa 50 miliardi di euro la ricchezza complessivamente attivata dal sistema aeroportuale romano. Il medesimo studio indica in circa 390.000 le unità lavorative complessivamente collegabili alle attività del sistema aeroportuale, 130.000 di queste situate nel Lazio. Un indotto destinato a moltiplicarsi in relazione al piano di sviluppo di Fiumicino.

d)     Sistematico miglioramento dei parametri ambientali e sviluppo di una cultura della sostenibilità.

Già dal 1999 certificata ISO 14001, con un sistema di gestione ambientale consolidato, a partire dal 2012 ADR ha fortemente accelerato il suo impegno migliorando sostanzialmente tutte le proprie performance ambientali. In quest’ambito si possono citare alcuni risultati significativi: 98% dei rifiuti prodotti sono recuperati; 1,2 milioni di metri cubi di acqua potabile risparmiati ogni anno mediante il riutilizzo di acqua industriale grazie a un impianto idrico duale; primo aeroporto a conseguire la certificazione IS0 50001; risparmiati 214 milioni di Kwh in un decennio mediante investimenti di efficientamento energetico che hanno consentito di dimezzare il consumo di energia elettrica per passeggero. L’aeroporto è Carbon Neutral dal 2013 e nel 2021 è risultato il primo scalo in Europa ad ottenere ACA 4+, la più alta certificazione sulla decarbonizzazione.

Per Troncone, «Il nuovo corso impresso negli ultimi 10 anni ha consentito ad ADR di recuperare un posizionamento strategico ai vertici dell’eccellenza aeroportuale internazionale. Ma la vera sfida è cominciata con il nuovo decennio. La pandemia ha infatti accelerato la necessità di agire in modo diverso, puntando, oltre che su qualità e sicurezza, sempre di più su innovazione e sostenibilità ambientale, sociale ed economica».

 

La terza fase: la sostenibilità al centro

A partire dal 2020, è iniziata una terza fase che ha visto il tema della sostenibilità assumere un ruolo ancor più centrale nella definizione della strategia aziendale e nella gestione del business. Questo processo è stato ulteriormente accelerato dall’inizio della pandemia, nella consapevolezza che la ripartenza sarebbe stata possibile solo coniugando sviluppo economico, tutela della salute e sostenibilità delle attività. 

«Questa terza fase di sviluppo – prosegue Troncone - richiede, in sintonia con le sfide dell’Agenda 2030, di essere dei leader proattivi, con la sostenibilità che diviene un elemento prioritario e intimamente integrato nelle nostre attività. Siamo determinati a uscire da questa crisi più forti e più pronti per le sfide del futuro, che richiedono soluzioni improntate all’innovazione e alla piena compatibilità con le esigenze del nostro ecosistema». Questa trasformazione si è fondata su tre presupposti:

·       Commitment. Il management di ADR è stato profondamente rinnovato negli ultimi anni, riconoscendo la sostenibilità come una scelta strategica e di responsabilità.

·       Cultura e approccio scientifico. In azienda sono presenti una profonda cultura tecnica e una consolidata attenzione alle tematiche ambientali, viste come elemento costitutivo dell’efficienza e dell’efficacia nella gestione dei processi.

·       Contesto economico-regolatorio. Stabilità dell’assetto regolatorio e una solida struttura finanziaria restano i presupposti essenziali per rinvenire nello sviluppo e negli investitori le risorse necessarie a realizzare interventi ampi e innovativi capaci di trainare le performance di sostenibilità aziendali.

L’accelerazione dell’orientamento di ADR allo sviluppo di una strategia integrata di sviluppo sostenibile è testimoniata innanzitutto dal Piano Sostenibilità 2021-2025, che costituisce un elemento di forte discontinuità, ponendo il tema della transizione al centro della progettazione dello sviluppo del sistema aeroportuale della Capitale. Il Piano contiene più di 140 progetti che hanno coinvolto l’intero management di ADR nell’integrare gli obiettivi di sostenibilità in tutte le attività aziendali. Il piano, elaborato in connessione con alcuni SDG definiti dalle Nazioni Unite, individua tre grandi aree di:

·       Sviluppo economico e sociale. Rispetto alla situazione precedente la fase più recente ha fortemente accentuato l’attenzione sugli impatti economici e sociali delle attività aeroportuali, rendendo centrale il dialogo con il territorio.

·       Salvaguardia ambientale. L’attenzione alla gestione attenta delle tematiche ambientali si è trasformata in un impegno alla minimizzazione sistematica delle esternalità con l’orientamento a realizzare un aeroporto a impatto zero.

·       Attenzione per le persone. Il riconoscimento della centralità delle persone ha portato a dare uno spazio ampio e sistematico agli interventi tesi a sviluppare e valorizzare le risorse umane aziendali oltre che il ruolo dei vari partner commerciali e l’attenzione per il cliente.

Nell’ambito delle attività previste dal Piano nel campo della sostenibilità economica, l’emissione di due bond strettamente legati agli obiettivi aziendali di sostenibilità è stato un momento particolarmente qualificante, in cui la disponibilità di ADR a mettere in campo una road map sfidante e innovativa ha suscitato una forte fiducia da parte dei mercati. Il collocamento del primo Green Bond, di 300 milioni di euro dedicato a investitori istituzionali, è avvenuto a fine novembre 2020, con richieste che hanno superato di 12 volte l’offerta, mentre il secondo – collocato a fine aprile 2021 – è un Sustainability Linked Bond di 500 milioni che ha fatto registrare una domanda 5 volte superiore all’offerta. Quest’ultimo è uno strumento di green finance più sofisticato che collega direttamente il costo del debito al raggiungimento degli impegni di sostenibilità evidenziati. ADR è stato il primo – e ad oggi unico – gestore aeroportuale al mondo a emettere un SLB.

I bond hanno consentito di finanziare importanti investimenti per migliorare la sostenibilità ambientale del sistema aeroportuale romano, rendendo ancor più stretto il legame tra componente ambientale ed economica del Piano. In particolare, sono stati finanziati gli investimenti funzionali al raggiungimento di un programma particolarmente ambizioso: azzerare le emissioni di CO2 del sistema aeroportuale romano entro il 2030, in anticipo di 20 anni rispetto a quanto previsto dal settore di riferimento. Il programma prevede, in particolare, la realizzazione in aeroporto di centrali fotovoltaiche per circa 60 megawatt; l’elettrificazione del parco mezzi; l’installazione di colonnine di ricarica elettrica e il car sharing elettrico. Inoltre, nell’ottica di perseguire uno sviluppo infrastrutturale responsabile, ADR si è concentrata sulla realizzazione o ristrutturazione di edifici che rispondano ai requisiti di sostenibilità più avanzati a livello internazionale, Leed Gold, e su nuove proposte di sviluppo che assicurino una drastica riduzione del consumo di suolo.

La seconda più innovativa emissione obbligazionaria, il SLB, è collegata a Key Performance Indicator (KPIs) che riguardano la riduzione delle emissioni di CO2 che dipendono da soggetti terzi (Scope 3). Per quanto riguarda lo Scope 3, ADR si impegna a ridurre le emissioni di CO2 per passeggero legate all’accessibilità in aeroporto attraverso l’installazione di almeno 500 colonnine di ricarica per i veicoli elettrici e valorizzando il potenziamento del collegamento ferroviario verso la città e della stazione in aeroporto. Inoltre, è stato introdotto a Fiumicino, per la prima volta in Italia, carburante sostenibile (Sustainable Aviation Fuel) in grado di diminuire le emissioni sino all’80%.

Per Troncone «queste operazioni hanno costituito una pietra miliare nel percorso di ADR, che ha assunto con decisione un impegno concreto sul piano della tutela ambientale, anticipando al 2030, rispetto all’obiettivo di settore europeo del 2050, il totale azzeramento delle emissioni di CO2. L’abbiamo fatto adottando un approccio concreto e scientifico, rendendo questo nostro impegno cogente e monitorabile nel quadro di una operazione finanziaria, innovativa a livello globale per una sfida che dobbiamo perseguire insieme ai nostri partner».

Altro elemento che contraddistingue il Piano di sostenibilità di ADR è la volontà di fare sistema per affrontare sfide epocali per l’aeroporto e per il Paese.  Infatti, molti degli obiettivi che ADR ha messo al centro del proprio Piano, che per diversi aspetti si estende sino al 2030, richiedono un approccio fortemente orientato alla partnership. In quest’ottica si devono leggere i diversi accordi che ADR ha stipulato recentemente: tra gli altri, quello con Enel sulla transizione all’elettrico, con Leonardo per soluzioni digitali innovative ai fini di sicurezza e resilienza operativa, o quello con ENI sui biocarburanti per l’aviazione. Questa ultima intesa prevede una crescente diffusione, nei prossimi mesi, di combustibili sostenibili per l’aviazione (SAF - Sustainable Aviation Fuel) e per la movimentazione a terra (HVO - Hydrotreated Vegetable Oil) che permettono una riduzione delle emissioni di CO2 rispetto ai carburanti fossili. Infine, di rilevanza strategica sarà poi l’intesa con il gruppo FS, volta a disegnare e implementare una vera offerta intermodale treno-aereo, riconsiderando i voli di connessione di brevissimo raggio. È un’eccellente occasione di recupero in ambito Scope 3, moltiplicando allo stesso tempo le opportunità di connettività per l’utenza: un esempio di come trasformare una minaccia in un’opportunità, con coraggio e visione.

Ancora Troncone: «La rotta per la piena decarbonizzazione del settore aviation al 2050 o il 45% di riduzione delle emissioni entro il 2030 appaiono obiettivi, allo stato dell’arte, estremamente impegnativi. D’altra parte, uno scenario prospettico in cui l’aviazione civile non saprà dare il suo pieno contributo alla decarbonizzazione non deve nemmeno essere considerato: avrebbe conseguenze molto gravi sull’intero settore». Chi può, per dimensione o competenze, deve prendersi la responsabilità di mettere in campo tutte le capacità di innovazione possibili per trovare soluzioni che consentano di affrontare questa trasformazione radicale del mondo del trasporto aereo.

 

Un modello di business circolare

La transizione verso la decarbonizzazione, seppur centrale e correlata alle altre, è solo una delle transizioni previste dal Green Deal Europeo e ADR, attraverso il suo Piano di sostenibilità, vuole essere protagonista a tutto tondo sul tema della sostenibilità.

Il tema della minimizzazione degli impatti e della realizzazione di un modello di business circolare è l’altra priorità strategica sul fronte della sostenibilità ambientale. L’aeroporto di Roma è nei fatti una città di medie dimensioni (circa 150.000 abitanti equivalenti) che può sperimentare un modello di gestione orientato alla circolarità, in cui tutte le risorse (materia, acqua, suolo ed energia) siano gestite “facendo meglio con meno”.

A ciò si ricollegano i sistemi per il riciclo e il recupero dei rifiuti (98% dei rifiuti recuperati); il riciclo e la depurazione delle acque che supporta tutti gli utilizzi industriali del sedime, consentendo il risparmio di 1,2 milioni di metri cubi di acqua potabile; cantieri pienamente sostenibili con scelte di materiali circolari e un uso rigenerativo del suolo e delle altre risorse, quasi un milione di metri cubi di materiale recuperato negli ultimi anni. A partire da questi risultati sono stati sviluppati ulteriori programmi per ridurre le risorse impiegate e riutilizzare in aeroporto gli scarti prodotti: particolarmente significativo l’impianto di compostaggio realizzato che consente di recuperare in sito circa 1000 tonnellate l’anno di scarti alimentari.

Peraltro, l’approccio alla sostenibilità e alla circolarità può e deve essere esteso a tutti i soggetti terzi che operano nel sedime aeroportuale. ADR lo ha sempre fatto per la gestione ambientale, sviluppando nel tempo un’articolata struttura di procedure operative che regolano i comportamenti da adottare in aeroporto per assicurare le migliori performance ambientali e attivando un ampio programma di verifiche per assicurare il pieno rispetto delle regole definite.

Estendendo l’ambito di analisi alla supply chain, il cui ruolo diventa cruciale nella prospettiva dello “scope 3” in riferimento alla decarbonizzazione, ADR ha da tempo predisposto un sistema di qualifica dei fornitori costruito su parametri ESG, con l’obiettivo di privilegiare i fornitori maggiormente attenti ed attivi sul fronte della sostenibilità; più recentemente ha avviato un programma di circular procurement, lanciando le prime gare di appalto totalmente “green”.

 

Il rapporto con il territorio

Il tema degli altri attori che insistono sul sedime aeroportuale chiama in causa un altro tema cruciale per lo sviluppo di ADR: il rapporto con il territorio. L’evoluzione delle strategie di sostenibilità si è associata ad una rinnovato posizionamento con la campagna “The careport” partita nell’aprile 2021. Lo spirito è quello di raccontare come gli aeroporti romani si prendano cura dello sviluppo del territorio in un’ottica di sostenibilità, fornendo occupazione, servizi di qualità e opportunità per la ricerca congiunta di soluzioni per una mobilità integrata e compatibile con l’ambiente. In questa prospettiva si inserisce il progetto per l’ampliamento e il miglioramento delle infrastrutture aeroportuali, condiviso attraverso un processo partecipato con gli interlocutori istituzionali e con la comunità locale.

«Sostenibilità – afferma Marco Troncone – significa attenzione alle persone, allo sviluppo, alla comunità, al territorio e quindi grandi iniziative e progettualità per le nostre persone e per quelle che gravitano intorno a noi e dunque supportano e sopportano la presenza dell'aeroporto. Abbiamo tanti progetti che abbiamo anche in animo di portare avanti nel futuro con le amministrazioni locali a partire dal Comune di Fiumicino per valorizzare il contributo ambientale e culturale che ADR può fornire alle comunità territoriali».

Il Piano di sviluppo complessivo prevede, sino alla fine della concessione nel 2046, 8,2 miliardi di euro di investimenti, sempre con la sostenibilità al centro, considerando in modo integrato le dimensioni ambientale, l’acustica (rilevante per la popolazione locale), di mercato, sociale ed economica. In una prospettiva di lungo periodo, ADR è convinta dell’elevato potenziale di traffico di lungo termine esprimibile dal sistema aeroportuale romano e conferma l’impegno a sviluppare un piano infrastrutturale per una capacità idonea a servire in pieno il fabbisogno di connettività globale del Paese nel lungo termine. La proposta di Piano di sviluppo, tuttora all’attento esame dell’Enac per le verifiche di competenza e con il quale è in corso un intenso dialogo volto ad assicurarne la migliore funzionalità tecnica e la completa rispondenza agli standard di eccellenza già dimostrati dallo scalo negli ultimi anni, prevede l’espansione a Est dell’attuale scalo, con un approccio intensivo rigenerando aree già occupate, e non più in modo estensivo sui terreni a Nord come era stato precedentemente pianificato. Le soluzioni progettuali individuate da Aeroporti di Roma per questo piano si ispirano ai più elevati standard qualitativi ambientali e tecnologici. 

Concludendo, si può rilevare come la transizione verso la sostenibilità possa essere una sfida estremamente impegnativa, ma anche foriera di opportunità per un’impresa che voglia essere protagonista delle trasformazioni ad essa associate. Nell’evoluzione descritta in questo articolo, si evidenzia un cambiamento radicale nella gestione strategica di ADR, che oggi si trova di fronte a un Piano strategico in cui gli obiettivi ambientali si integrano intrinsecamente con quelli economici e sociali, in una prospettiva di lungo periodo, caratterizzata, però, da passaggi cruciali a breve termine.

In un percorso così sfidante in un’ottica di sistema vi sono diversi protagonisti: il management, fortemente impegnato nella trasformazione del modello di business; le istituzioni, chiamate a condividere e supportare una visione strategica orientata alla crescita sostenibile; la finanza, che si è dimostrata fortemente interessata agli investimenti in corso; le altre imprese partner, essenziali per mettere in campo soluzioni avanzate. 

Marco Frey è Presidente del Global Compact e Prorettore alla terza Missione della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Marco Troncone è amministratore delegato di ADR.

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