SOSTENIBILITÀ

L’azienda resiliente

Sostenibilità ambientale e sociale, in un sano contesto di redditività, mettendo sempre le persone al centro: sicurezza e salute, diversity & inclusion tra gli obiettivi fondamentali di Prysmian Group.

Intervista a Fabrizio Rutschmann di Emidia Melideo

Dicembre 2020

L’azienda resiliente

Con l’emergenza sanitaria, la figura del responsabile delle risorse umane ha assunto una dimensione ancora più cruciale all’interno delle aziende, tanto più se localizzate nelle zone più colpite dalla pandemia. La cura delle persone, ovvero della loro salute e sicurezza, riveste un’importanza più che mai strategica, specialmente in questo momento storico caratterizzato da istanze emergenti come quelle legate alle tematiche ambientali, sociali e di governance. HBR Italia ne ha parlato con Fabrizio Rutschmann, Chief HR Officer in Prysmian Group.

 

Le politiche ESG, per molti anni, sono state considerate come un “maquillage” di azioni volte ad avere una facciata impeccabile, più che una reale fisionomia. E rispondevano sostanzialmente a standard stereotipati. Quali sono le specificità delle politiche ESG di Prysmian?

 

Ci distingue la natura del nostro business: puntiamo, come primo pilastro, sulla transizione energetica con circa il 50% dei ricavi da prodotti low carbon entro il 2022. I nostri prodotti sono una realtà, stiamo parlando di una rilevante parte dei nostri ricavi che è funzionale a reti più sostenibili. Una dimostrazione è data dai contratti per quasi 2 miliardi per i German Corridors, ovvero le interconnessioni che hanno lo scopo di aumentare l’utilizzo di energie rinnovabili generate da fonti eoliche. Inoltre, vogliamo essere fra i protagonisti della digitalizzazione delle reti. In Prysmian crediamo che la mobilità debba diventare sostenibile anche grazie al lavoro da remoto, nelle grandi città ma non solo, e, affinché questo accada, è indispensabile che le reti di telecomunicazioni in fibra facciano la loro parte. La nostra missione, in questo senso, è strettamente legata alla sostenibilità. Inoltre, puntiamo a un approccio più sostenibile della nostra infrastruttura industriale: abbiamo 106 stabilimenti nel mondo e lavoriamo per ridurre le emissioni e risparmiare energia.

Guardando a tutti gli ambiti della sostenibilità, anche la diversità e l’inclusione sono asset importanti in Prysmian Group. Non sono per noi azioni di marketing, ma valori in cui crediamo e vere e proprie necessità per lavorare bene in un contesto multiculturale come il nostro dove clienti, fornitori e collaboratori provengono da ben oltre 50 paesi. Saper includere la diversità culturale diviene, quindi, un must per poter gestire il business.

Infine, mai come adesso, la sicurezza  e la salute delle persone è messa in primo piano: dall’inizio della pandemia, il nostro CEO ogni settimana presiede una call internazionale solo dedicata a questo tema. La salute dei nostri collaboratori è oggi una priorità, la condizione necessaria ad assicurare la continuità del business.

 

Più in generale, ritiene che il mondo del business stia iniziando ad adottare comportamenti adeguati sui temi della sostenibilità?

 

Con realismo dico che, anche durante la pandemia, la sensibilità delle aziende, del business e degli investitori verso la sostenibilità sta crescendo. Le interazioni con gli investitori internazionali ci confermano un’attenzione a questa tematica, soprattutto in termini di impatto sull’ambiente e sulla società nel suo complesso. Le politiche sono chiare: ad esempio grossi fondi come BlackRock hanno deciso di puntare con i loro investimenti sulle aziende che credono fortemente nella sostenibilità e che, più di altre, la mettono al centro del loro business. Ora però, più che mai, è necessario passare dalle parole ai fatti. Bisogna essere oggettivi e consapevoli del cambiamento in atto e spingere tutti nella stessa direzione. La sostenibilità è importante anche quando assumiamo giovani talenti: le nuove generazioni sono molto più sensibili a questi aspetti; la nostra attrattività verso questo target così importante per il futuro della nostra organizzazione passa anche attraverso la nostra capacità di essere attenti e proattivi verso queste tematiche.

 

Nella valutazione delle performance del management, che ruolo e che peso ha il raggiungimento degli obiettivi ESG?

 

Il nostro modello di incentivazione, comune a tutti gli 800 manager del Gruppo, oltre a essere legato a obiettivi di natura economica e finanziaria, è legato alla sostenibilità di lungo periodo in termini di raggiungimento di obiettivi ESG, che pesano fino ad un 30% del totale. Siamo una società a capitale diffuso, in cui è fondamentale allineare gli interessi di tutti i nostri stakeholder. Per questo, da sempre, abbiamo costruito un dialogo aperto e trasparente con azionisti, collaboratori, clienti, fornitori, istituzioni e con le comunità in cui operiamo. Una quota dell’incentivo annuale è collegata al conseguimento di un obiettivo ESG che è comune a tutto il management del Gruppo e che è articolato sia su indicatori di performance interni, sia in relazione al posizionamento di Prysmian in tre indici di sostenibilità. La valutazione della performance conseguita è effettuata dal Comitato Remunerazioni e Nomine, il quale, nel formulare la valutazione delle prestazioni raggiunte per il 2019, ha, per esempio, fatto riferimento al posizionamento del Gruppo nel Dow Jones Sustainability Index, nel CDP Index e nell’EcoVadis index, a indicatori di “gender balance” nel management, di riduzione delle emissioni di CO2 e alle tematiche relative alla salute e sicurezza sul posto di lavoro.

 

In tutte le organizzazioni a livello globale, la pandemia e il lockdown hanno capovolto le priorità e l’agenda dei Chief HR Officer. Come è stata gestita in Prysmian questa delicata transizione e come viene vissuta adesso, con la pandemia ancora in corso?

 

Come Management Team del Gruppo abbiamo posto al centro della nostra attenzione la salute e la sicurezza delle persone. Una parte importante del mio tempo e di quello dei miei colleghi è dedicato alla gestione di questi aspetti: dove e per quanto possibile, abbiamo fatto leva sul remote working ma abbiamo anche disegnato e applicato protocolli sanitari molto rigorosi, per consentire, dove necessario, il lavoro in presenza in condizioni di sicurezza. Ci siamo dotati degli strumenti tecnologici più adeguati e abbiamo rapidamente digitalizzato comunicazione interna e formazione. La leadership è stata chiamata a fare uno sforzo senza precedenti nell’imparare a guidare tante persone da remoto e per un tempo molto lungo. La trasparenza e la comunicazione interna, mai come oggi, rivestono un ruolo fondamentale per creare fiducia all’interno della nostra organizzazione. Le persone hanno bisogno di una buona guida. Ci stiamo anche interrogando sul futuro, quando l’emergenza sanitaria sarà passata, su come tutto questo periodo impatterà sul nostro modo di lavorare. Abbiamo creato un Comitato formato da dipendenti di nazionalità, genere, età e livelli organizzativi differenti, per pensare e strutturare il nostro lavoro del futuro. Stiamo così già disegnando la nuova Prysmian.

 

La sicurezza e la salute dei dipendenti sono più che mai cruciali. Come avete deciso di tutelarle?

 

Abbiamo riaperto il nostro Headquarter di Milano il 18 maggio, avviando così un nuovo e modello di gestione della fase post lockdown, tutto incentrato sulla prevenzione nelle nostre sedi di lavoro, anche grazie alla collaborazione con il Prof. Massimo Galli che è nostro advisor scientifico per la gestione degli aspetti medico-sanitari. Il modello guida questa fase di transizione e di emergenza verso una nuova normalità lavorativa, sempre con attenzione all’evoluzione del trend epidemiologico. Il nostro schema si basa su un’alternanza di lavoro da casa e in ufficio ma prevede anche tutta una serie di pratiche atte a salvaguardare la sicurezza delle nostre persone nei giorni e nelle settimane in cui lavorano in presenza. Abbiamo previsto sin da subito un triage medico con screening dei dipendenti e dei loro familiari, oltre a test rapidi Covid-19 gratuiti e tamponi per il monitoraggio continuo dello stato di salute dei dipendenti Prysmian. Le attività in ufficio sono state riorganizzate secondo nuovi tempi di lavoro, una nuova gestione degli spazi e rigorose misure di sanitizzazione degli edifici e di pulizia degli impianti di aria condizionata. A tutto il personale, inoltre, sono stati forniti dispositivi di sicurezza individuale, anche per posta durante il lockdown. I dipendenti over 60 e con patologie a rischio sono stati invitati a continuare il lavoro da remoto, fatto salvo specifico parere positivo del medico. Idem per le donne in gravidanza. Tutto questo chiaramente non solo a Milano, in questa delicata fase dell’emergenza Covid abbiamo previsto 4 settimane di lavoro da remoto. A fronte del mutamento del decorso della pandemia abbiamo adattato la nostra strategia sempre con l’obiettivo di tutelare la salute delle persone. Citiamo poi il caso del Brasile. Lì i nostri programmi di sicurezza sono stati estesi anche ai famigliari dei nostri dipendenti e ai nostri fornitori. Infine, abbiamo anche voluto supportare le persone riducendo il rischio di contagio durante gli spostamenti casa-lavoro, puntando al contempo sulla sostenibilità: il Gruppo ha adottato una soluzione di mobilità green per i dipendenti dell’Headquarter di Milano, proponendo l’utilizzo di e-bike a un prezzo vantaggioso con diretto finanziamento dall'azienda. Tutto questo ci sta permettendo di tutelare le persone e di assicurare la continuità del nostro business ma è chiaramente una sfida ad oggi del tutto aperta, che richiederà flessibilità di approccio e grande resilienza psicologica da parte del management e di tutti i collaboratori, per cercare di superare questa difficile crisi senza precedenti.

 

La nuova normalità ha reso visibile in tutta la sua rilevanza la tematica delle pari opportunità e dell’equità di trattamento nei confronti delle donne. In quali azioni si concretizza l’impegno di Prysmian in questa direzione? E in generale in tema di diversity?

 

È vero. Senza dubbio questo momento ci rende ancora più sensibili rispetto alla condizione delle donne e deve spingere tutte le organizzazioni ad accelerare i loro sforzi per il miglioramento di genere. Già da qualche anno Prysmian si è data come obiettivo strategico nella gestione delle risorse umane la valorizzazione delle diversità e delle pari opportunità e, quindi, lo sviluppo di un’organizzazione sempre più inclusiva. Nel 2016 abbiamo lanciato un programma dedicato alla diversity & inclusion, Side by Side, che oggi è focalizzato sulla diversità di genere, di età e di cultura quali leve per la creazione del valore, in linea con gli obiettivi di business. In tal senso, abbiamo attivato diverse iniziative. Cito, per esempio, la nostra Global Diversity Recruitment Policy che definisce una serie di linee guida per condurre i processi di recruiting secondo una metodologia standardizzata che assicuri pari opportunità in ogni fase della selezione, evitando gli stereotipi legati al genere e ad altre diversità. È stato poi interessante tutto il lavoro fatto per supportare il cambiamento culturale che è alla base della creazione di un’organizzazione più inclusiva: abbiamo, infatti, inserito il tema della diversità e della gestione della diversità in tutti i programmi della School of Management, ovvero nell’ambito dei training della Prysmian Group Academy che mirano a formare i leader del gruppo, abbiamo organizzato diversi training sugli Unconscious Bias e sull’Inclusive Leadership da erogare attraverso la Digital Academy e intensificato gli sforzi di comunicazione interna ed esterna per sensibilizzare tutti i nostri collaboratori e stakeholder sui temi della diversità e dell’inclusione. Infine, in termini di azioni direttamente legate all’equilibrio di genere, abbiamo disegnato un programma di formazione per l’empowerment delle nostre donne di talento, il Women in Leadership Program, avviato programmi di mentoring al femminile e lavorato anche con le nostre organizzazioni locali per creare asili aziendali, sale per l’allattamento e per strutturare il flexible time. In tal senso, è di quest’anno la nostra Global Maternity Policy, grazie alla quale abbiamo definito un mimino di 12 settimane di congedo di maternità per tutte le donne Prysmian in tutti i paesi e invitato le nostre affiliate a formulare iniziative a supporto del rientro al lavoro.

Venendo più nello specifico ai nostri obiettivi, entro il 2022 vogliamo raggiungere il 40% di assunzioni al femminile sul totale (oggi siamo al 37% rispetto al 30% del 2016) ma anche ad aumentare la percentuale di donne in tutte le posizioni manageriali (da junior a top) dall’attuale 22,1% al 25%. Inoltre, il nostro focus è sul miglioramento dell’equilibrio di genere nell’ambito delle posizioni “executive”: dal 6% nel 2016 al 18% sempre nel 2022 (ora siamo al 12,2%). Side by Side mira, inoltre, più in generale, creare un ambiente di lavoro sempre più inclusivo in cui le diverse generazioni possano comprendersi e lavorare bene insieme e dove a tutti i dipendenti, anche se diversi per cultura e stile di leadership, siano offerte pari opportunità di crescita. Coerentemente, una politica di remunerazione discrimination free è uno dei principi fondanti della politica retributiva del nostro Gruppo che punta a favorire l'equità salariale indipendentemente dal genere, dall'età, dalla nazionalità, dal contesto. Come esempio di come questo principio viene applicato a livello globale, abbiamo aumentato la partecipazione femminile al nostro piano di incentivazione a lungo termine a circa il 20% rispetto a una rappresentazione inferiore al 15% in passato.

 

A livello personale, che cosa le hanno lasciato gli ultimi mesi in quanto responsabile delle risorse umane?

 

Mi hanno lasciato il fatto che le persone hanno bisogno di più prossimità e di attenzione perché stiamo tutti affrontando una sfida notevole sul piano psicologico, non solo fisico. Il rapporto di lavoro deve essere caratterizzato da umanità, ascolto, dialogo e fiducia. Questo porta le persone a dare di più, a fare del loro meglio. È stata messa a dura prova la resistenza e in futuro le aziende saranno più resilienti se lo diventeranno la loro cultura e le loro persone.  Bisogna essere disponibili a cambiare idea perché sono saltate molte convinzioni e innumerevoli stereotipi. La flessibilità e l’apertura mentale sono di grande insegnamento e giovamento. Anche la velocità di adattamento delle persone e delle aziende è parte della resilienza.

 

Fabrizio Rutschmann è Chief HR Officer in Prysmian Group.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Hbr Italia

Caratteri rimanenti: 400