START-UP INTERVIEW

To Be, la luce del futuro

Intervista di Cristina Capece a Francesco Paolo Russo, Founder & CEO di To Be 

Cristina Capece

04 Dicembre 2019

Questa è una storia nata su Twitter. Ebbene sì, partendo da 280 caratteri scambiati con lo sconosciuto giusto si può mettere in piedi una start-up basata su una tecnologia assolutamente innovativa. In questa intervista il fondatore Francesco Paolo Russo racconta la nascita di To Be, l’unica azienda al mondo in grado di fornire soluzioni Li-Fi complete e pronte all’uso per il cliente finale. La mission di To Be è mettere al centro l’esperienza dell’utente, integrando al meglio la tecnologia nello spazio fisico. La start-up sta ottenendo diversi premi e riconoscimenti per la portata innovativa del progetto, l’ultimo l’ha ricevuto da Minsait in occasione dell’evento DigithON 2019.

Come funziona il Li-Fi e quali sono i benefici di questa tecnologia?

Il Li-Fi è un protocollo di trasmissione dati, simile al Wi-Fi, che però funziona tramite luce visibile (es. LED) e non visibile (es. luce infrarossa). Si tratta di un protocollo di comunicazione riconosciuto a livello internazionale. La luce è un’onda e, se opportunamente modulata, può diventare un canale di trasmissione. L’infrastruttura luminosa di cui disponiamo, oltre a illuminare, è in grado di trasmettere dati. Basta aggiungere una piccola scheda elettronica tra la spina elettrica e il corpo illuminante. Grazie a questo router si generano codici binari che sono alla base di qualsiasi comunicazione. Il router fa pulsare in modo impercettibile il dispositivo luminoso, generando informazioni che possono essere lette dai nostri dispositivi (es. tablet, pc, smartphone). I vantaggi del Li-Fi sono diversi. La velocità di trasmissione è maggiore perché la luce ha uno spettro molto più alto. Non si rischia di saturare la banda e la sicurezza dei dati è maggiore perché questa tecnologia garantisce la massima protezione.
Il Li-Fi è una connessione di quinta generazione (5G), sostenibile e non dannosa per l’uomo. Inoltre, non crea nessun problema di interferenza con altri dispositivi. Questo, ad esempio, si rivela molto utile in ambito sanitario, dove in alcuni locali il Wi-Fi entra in conflitto con le apparecchiature biomedicali presenti.   

Come è nata To Be? E quali sono le vostre skill distintive? 

Mentre lavoravo alla mia tesi in architettura sulle smart city ho raccontato su Twitter alcuni aspetti della mia ricerca. Hanno iniziato a interagire con me due persone dalla Sardegna, Raniero e Paolo (oggi miei soci). Abbiamo lavorato a distanza sull’idea, perché Raniero aveva intuito che la luce potesse diventare un canale di trasmissione. Ci siamo conosciuti fisicamente dopo 4 mesi di collaborazione sulla soglia di TIM, dove eravamo stati invitati a presentare il nostro progetto da due manager, sempre conosciuti tramite Twitter. Abbiamo mostrato una demo durante quella riunione e poco dopo abbiamo creato la nostra prima installazione pilota a un evento pre-EXPO 2015.
Grazie anche al sostegno di TIM, nel 2016 abbiamo fondato effettivamente To Be e nei mesi successivi si sono aggiunte altre persone, oggi abbiamo in tutto 10 collaboratori tra Italia e Argentina.
Il grande valore aggiunto del nostro lavoro è proprio il team, forte e preparato. Team che unisce persone più esperte e persone più giovani - tutte altamente qualificate - con un mix di competenze in diversi ambiti (tecnologia, informatica, marketing, design, UX e sviluppo).

Quali sono le applicazioni pratiche e come funziona il vostro servizio? 
La nostra offerta si divide in due famiglie di soluzioni e prodotti con una differenza tecnologica importante, Li-Fi S e Li-Fi G. Li-Fi S, dove S sta per streaming, sostituisce completamente il Wi-Fi e può essere utilizzato in ambienti indoor come smart building, uffici, industrie o ambienti medicali. Li-Fi Geolocal ha una serie di applicazioni indoor e outdoor, tra cui il mondo dei beni culturali, le gallerie, i negozi al dettaglio e i centri commerciali.
Mi spiego meglio: la stessa luce che illumina un sito archeologico può al contempo fornire dati e informazioni al visitatore, lo stesso vale per le vetrine. L’utente, tramite l’app, può leggere dal suo dispositivo spiegazioni su ciò che sta guardano o promozioni commerciali. Non solo, il Li-Fi G può essere uno strumento utile alle persone diversamente abili perché riesce a mappare con precisione l’ambiente circostante, indirizzando i loro spostamenti per evitare barriere architettoniche oppure può fornire contenuti specifici audio video per chi ha problemi di vista o udito.

Può farci qualche esempio?
Come ho accennato prima, la nostra storia è cominciata grazie ad un tweet e, qualche mese dopo aver fondato To Be, abbiamo vinto il percorso di accelerazione di TIM, che per noi rappresenta sia un partner strategico sia un cliente. Una delle più recenti installazioni è stata realizzata proprio per TIM in occasione di un evento aziendale a Rimini dove le persone ricevevamo informazioni sui prodotti avvicinandosi agli stand illuminati
da tecnologia Li-Fi. 
Con l’Università LUISS abbiamo costruito una serie di Totem Li-Fi sparsi per il campus per migliorare l’esperienza degli studenti che potevano ricevere indicazioni sulla posizione degli uffici, scaricare materiali didattici e prenotare servizi.
A Catania, abbiamo realizzato con Enel il primo Innovation Hub basato su tecnologia Li-Fi. Una serie di #LiFiZone sparse per il grande parco innovazione forniscono informazioni su cosa succede nei laboratori e come raggiungere i vari settori. Nel sito archeologico di Pompei ogni sorgente luminosa LiFi, oltre a creare atmosfera e indicare il percorso, tramette e riceve dati arricchendo la visita.

Quali prospettive di crescita e sviluppo vi proponente per il futuro?
Recentemente Minsait, la società che raggruppa il business IT e di Trasformazione Digitale di Indra, ha premiato To Be come la start-up più innovativa all’interno di DigithON 2019, una maratona digitale che ha riunito 100 start-up italiane a Bisceglie. Anche Cisco ha riconosciuto il nostro lavoro e ora stiamo esplorando possibili sinergie con queste due aziende. 
Siamo in un momento cruciale, quelle che nel 2017 erano sperimentazioni, oggi sono diventati progetti importanti. Siamo in forte crescita, come dimostra il fatturato triplicato rispetto al 2018. Abbiamo delle prospettive chiare e definite e ci stiamo aprendo al mondo degli investitori per sostenere i prossimi progetti. Intendiamo trasformare To Be in una sorta di holding con diverse filiali controllate che si occupano di specifici segmenti di mercato, ad esempio To Be Cultural Heritage, To Be Retail e così via. Ci stiamo già muovendo in questa direzione con To Be Kids, una verticale nata da To Be con l’intento di arrivare al cliente consumer. Intendiamo creare un contatto tra le persone e la tecnologia Li-Fi entrando nelle case in modo semplice, per questo abbiamo sviluppato la prima lampada Li-Fi al mondo per bambini in grado di tramettere dati tramite un’applicazione. I bambini possono giocare, interagire e divertirsi in un ambiente protetto, grazie a una tecnologia green basata su onde sicure. Il prodotto, verrà lanciato nel primo trimestre 2020. Lo scopo è far vivere il digitale in modo corretto e sicuro ai più piccoli, educandoli all’interazione con questi strumenti. 
Infine, pensando in grande, il mio obiettivo per il futuro è creare la prima città Li-Fi del mondo in Italia, visto che il know how è tutto italiano.

Foto di Giacomo Acunzo

LA START-UP: TO BE 
To Be srl si occupa della progettazione e dello sviluppo di soluzioni Li-Fi, acronimo di Light Fidelity, innovativa e moderna tecnologia che consente la trasmissione dei dati wireless tramite luce LED ad alta velocità. In tal modo è possibile trasmettere dati senza fili attraverso le LiFiZone ® in maniera sicura, economica e soprattutto sostenibile essendo questa una tecnologia 5G Green. 
Gli ambiti di applicazione delle soluzioni To Be spaziano dal mondo dei Beni Culturali al Retail, dal mondo Energy a quello dei Trasporti, dalla Sanità alla CyberSecurity. 
L’azienda, fondata nel 2016 come start-up innovativa, è in forte crescita e si sta pertanto aprendo al mercato dei capitali.

IL FRONTMAN: Francesco Paolo Russo
CLASSE: 1991
FORMAZIONE: Liceo Classico, Laurea in Architettura, Kauffman Foundation of Entrepreneurship
POSIZIONE ATTUALE: Founder & CEO di To Be Srl e To Be Kids Srl – Owner di Meraki Co – Direttore Generale ANGI
HIGHLIGHTS: Appassionato di innovazione tecnologica e start-up, cultura digitale e dell’impresa. Esperto di SmartCity e tecnologie green

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