Dicembre 2016

L'organizzazione in una società di centenari

Quali saranno le implicazioni sociali di una vita centenaria? Molte delle nostre attuali concezioni dovranno essere riconfigurate a partire da quelle dell'esistenza e dell'invecchiamento. In Giappone è diffusa la teoria dello smart-aging che vede l'invecchiamento come un'opportunità. La realtà dimostra che gli stimoli di un impegno costante contrastano il decadimento delle funzioni cognitive e il lavoro retribuito permette di mantenere l'indipendenza.

Odile Robotti

Dicembre 2016

L'organizzazione in una società di centenari

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Quali saranno le implicazioni sociali di una vita centenaria? Quali cambiamenti dobbiamo prepararci ad affrontare? Molte delle nostre attuali concezioni dovranno essere riconfigurate a partire da quelle dell'esistenza e dell'invecchiamento. L'idea di una vita multi-stadio, in cui le varie fasi non sono determinate dell'età anagrafica, sta sostituendo il concetto dei tre stadi tradizionali (studio-lavoro-pensione). In questa prospettiva diventano di fondamentale importanza le competenze di transizione per gestire al meglio i passaggi da un periodo all'atro. L'interazione tra generazioni aumenterà e il pensionamento sarà sempre più lontano con l'effetto di avere più persone senior nel mondo del lavoro che necessiteranno di formazione continua per stare al passo con i rapidi cambiamenti del contesto.
Il Giappone, dove il trend di invecchiamento della popolazione è iniziato prima che altrove, può fornire spunti utili per comprendere il futuro che ci aspetta. La concezione giapponese dello smart-aging vede l'invecchiamento come un'opportunità sia per la maggior disponibilità di risorse umane che comporta sia per i nuovi segmenti di mercato che contribuisce a creare. Per queste ragioni è fondamentale tenere gli anziani attivi e partecipi alla società. Vari fattori spingono per un maggior impiego dei senior nel lavoro, per facilitare questa evoluzione le aziende dovrebbero: combattere la contrapposizioni tra giovani e anziani, sfatare i falsi miti sui lavoratori senior, non sovra-stimare i loro punti deboli, riconoscere le loro qualità, valorizzare le loro potenzialità, ideare formule di lavoro adatte alle loro esigenze, offrire programmi di riqualificazione e creare reti di relazioni per favorire lo scambio di conoscenze. Come dimostrato dalla società giapponese, gli stimoli contrastano il decadimento delle funzioni cognitive e il lavoro retribuito permette di mantenere più a lungo la propria indipendenza.

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