INNOVAZIONE

Le superpotenze del FinTech

La vera battaglia è tra USA, UE e Cina

Alessandro Hatami

Marzo 2021

Le superpotenze del FinTech

La maggior parte dei partecipanti a convegni FinTech (in presenza o virtuali) organizzati negli ultimi 12-18 mesi avrà ascoltato qualcuno fare una o più affermazioni simili a queste:

●      i canali digitali stanno rimpiazzando i tradizionali punti di interazione tra le   

 banche e i loro clienti. Nella maggior parte dei Paesi europei il cellulare è diventato la principale interfaccia tra banca e cliente.

●      le più grandi aziende di tecnologia stanno adocchiando i servizi finanziari. Guidate   da GAFA (Google, Apple, Facebook e Amazon), molte società di tecnologia stanno esplorando come offrire servizi finanziari. Alcuni esempi a conferma di questa tesi sono il lancio di Apple Card, quello della Cryptocurrency Diem (ex-Libra) da parte di Facebook e quello di Whatsapp Pay in India.

●      Il futuro sarà nell’embedded finance: servizi finanziari integrati in altre offerte digitali. Ottimi esempi sono le offerte delle piattaforme cinesi Baidu, Alibaba e Tencent (BAT), le quali uniscono social, notizie, e-commerce e servizi finanziari. BAT         e altre aziende simili stanno avendo grande successo in Asia e hanno l’intenzione dichiarata di trasformare l’ecosistema finanziario retail a livello globale.

Senza voler svalutare nessuna delle innovazioni in corso in India, Giappone, Sud-est asiatico, Africa e Sud America – le vere superpower del FinTech sono in realtà gli Stati Uniti, la Cina e l’Europa (Regno Unito incluso). Negli ultimi anni, questi tre mercati hanno accelerato l’adozione delle tecnologie digitali nei servizi finanziari e per questo motivo le FinTech di   maggior successo sono emerse da questi mercati.

Per poter capire quale di queste superpotenze offre il maggior potenziale di successo, iniziamo con l’analizzare l’impatto che hanno le dinamiche relative a:

●      clienti affluenti;

●      capitale;

●      regolamentazione.

 
Clienti affluenti
La superpotenza con il prodotto interno lordo più grande sono gli Stati Uniti, seguiti dall’Unione Europea e quindi dalla Cina – rispettivamente con PIL di $ 21 trilioni, $ 16 trilioni e

$ 14 trilioni nel 2019. Come sappiamo, l’UE e una comunità di 27 Paesi che, per quasi tutti gli scopi rilevanti alla nostra analisi, consente ai membri di operare come se fossero un mercato unico. Anche con la dipartita del Regno Unito, l’economia dell'UE rimane di circa $ 2  trilioni più grande di quella cinese.

Tutte e tre le superpower hanno popolazioni molto grandi. La Cina è ovviamente la più grande con 1,4 miliardi di cittadini, seguita a distanza dall’UE con 446 milioni e dagli Stati Uniti con 325 milioni. Se analizziamo il PIL pro capite, gli Stati Uniti con $ 64,000 e la UE con $ 35,000 sono molto superiori ai $ 10,000 della Cina. Pertanto, dal punto di vista finanziario, il potenziale degli USA e dell’Europa (almeno a breve termine) è maggiore di quello della Cina.

È interessante notare come l’opinione pubblica dia molto più peso all’economia cinese che a quella europea. Infatti, in una recente analisi di mercato, il 42% degli europei interpellati pensa che la Cina abbia un’economia più grande dell’Unione Europea, a dimostrazione che l’UE ha sicuramente un problema di pubbliche relazioni. La dimensione  delle rispettive basi di clienti affluenti offre quindi agli Stati Uniti e all’UE un reale vantaggio competitivo nel creare FinTech di successo.

 

Capitale
Dalla fine degli anni ‘90 a oggi, gli Stati Uniti hanno dominato l’innovazione digitale. A febbraio 2021, sei delle dieci società più grandi al mondo per capitalizzazione sono aziende di tecnologia statunitensi, tutte con meno di 20 anni di età. Nel 2018 le tre FinTech Superpower – USA, Cina e Unione Europea – hanno dominato l’investimento di fondi di venture capital nel settore. Se eliminiamo gli investimenti una tantum in Ant Financial e Du Xiaoman, le aziende FinTech cinesi hanno raccolto circa $ 7 miliardi, contro i 16 delle  aziende statunitensi e poco meno di 7 di quelle UE. Inoltre, tutti e tre i mercati stanno riscontrando un crescente interesse da parte corporate, principalmente le banche. Soprattutto in Europa le banche più grandi stanno dimostrando un reale interesse a investire nel FinTech con la creazione di fondi e  incubatori dedicati a investire e far crescere FinTech promettenti.

Queste gigantesche risorse finanziarie assicurano agli imprenditori FinTech i fondi per realizzare la loro visione, accedendo alle risorse necessarie per poter competere con le banche.

 

Regolamentazione
Ultimo, ma non meno importante, è il ruolo della regolamentazione finanziaria. È qui che vediamo la maggiore differenziazione tra i tre mercati. Gli Stati Uniti hanno un contesto normativo molto frammentato. Molte FinTech sono regolate sia a livello federale  che statale, e questo aggiunge complessità e costi.

La Cina ha un approccio diametralmente opposto. Banche e FinTech sono regolamentate dalla China Banking and Insurance Regulatory Commission (CBIRC) che riunisce le autorità di regolamentazione bancaria e assicurativa, ed è strettamente collegata al Governo,   il che la rende sia un’autorità finanziaria sia uno strumento politico. Un esempio di questo rischio è la situazione in cui si trova Jack Ma, il fondatore di Ant Group e Alibaba. Ciò potrebbe potenzialmente rendere più difficile per le aziende cinesi avere accesso ai mercati degli Stati Uniti e dell’UE. I problemi incontrati da Huawei negli ultimi anni ne sono una testimonianza.

I servizi finanziari in Europa sono controllati dalle autorità di regolamentazione dei 28 Stati, ma la loro attività è controllata e armonizzata dall’Autorità Bancaria Europea (ABE), fondata nel 2011 per aumentare la trasparenza nel settore bancario dell’UE. Uno dei più importanti effetti delle sue attività è quello di creare il passporting della maggior parte delle attività bancarie negli Stati membri. Ciò ha creato un mercato unico per i servizi finanziari in cui una società regolamentata in un mercato può (quasi sempre) servire i clienti in tutti gli altri mercati dell’UE.

La recente introduzione della normativa PSD2, che richiede a tutte le banche nell’UE di offrire API che consentono il trasferimento dei dati bancari del cliente, è un ottimo esempio di come l’UE stia spingendo per un’innovazione armonizzata in tutti i suoi mercati.  Questo mercato unico dei servizi finanziari è il motivo per cui, anche dopo la Brexit, tutte le indicazioni suggeriscono che il Regno Unito rimarrà strettamente allineato all’ABE.


 

Ognuna delle tre superpower ha vantaggi distintivi rispetto alle altre. Ma una delle tre ha un’arma segreta: l’accesso a un mercato affluente, la disponibilità di capitale e il coordinamento offerti da un regolamento unico attraverso 27 Paesi offrono  all’Europa un vero vantaggio strategico.

Perciò, la prossima volta che ad un convegno FinTech lo speaker esalterà il potenziale di GAFA e di BAT, potremo controbattere con ABE. Chissà, forse Il futuro del FinTech potrebbe davvero essere europeo.

 

Alessandro Hatami è Managing Partner di Pacemakers.io, società di consulenza specializzata nella trasformazione digitale dei servizi finanziari basata a Londra. Influencer FinTech e autore di Reinventing Banking, selezionato come miglior miglior libro sull'innovazione dei servizi finanziari del 2021 da Investopedia negli USA. È membro del consiglio di amministrazione di Cashplus Bank nel Regno Unito e membro della Digital Advisory Board di MTS, Telco russa quotata a New York. Ex-dirigente a GE Capital, PayPal, PayPoint e Lloyds Banking Group, riconosciuto speaker sull’innovazione bancaria e finanziaria in tutto il mondo.

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