ESPERIENZE

La riscoperta del valore della comunità: un viaggio da fare insieme

Come 3M ha ripensato l’approccio al lavoro, alla cultura organizzativa e alla leadership sull’onda della pandemia impostando una nuova narrativa coinvolgente e collettiva.

Marc Routier

Marzo 2021

La riscoperta del valore della comunità: un viaggio da fare insieme

Ci sono eventi, nella storia dell’Uomo, che lasciano ferite profonde nel tessuto sociale ed economico. Allo stesso tempo ci impartiscono importanti lezioni, se sappiamo coglierle. Ormai un anno fa, il Covid-19 è entrato nelle nostre vite travolgendo l’intero pianeta. A oggi, il virus ha ucciso più di 2,5 milioni di persone, ne ha fatto ammalare oltre un centinaio di milioni e ha fatto precipitare l’economia globale nella peggiore recessione dalla Seconda guerra mondiale, innescando una crisi economica che si prevede continuerà ben oltre il 2021. L’emergenza da Covid-19 e le misure di isolamento messe in atto per contenere la diffusione dell’infezione hanno impattato su ogni aspetto della vita economica e sociale: è difficile pensare a una singola industria, mercato o settore che ne sia rimasto indenne e che non ne abbia subito le conseguenze.

Per quanto possibile, le aziende hanno fatto sforzi per portare avanti l’attività durante questo periodo, affrontando molteplici sfide. La pandemia ha inoltre messo a nudo le carenze dei modi più tradizionali di pensare al lavoro, mostrandone la rigidità strutturale. Per molte organizzazioni si è reso necessario fare un bilancio al fine di stabilire le giuste priorità e creare i meccanismi per far fronte a questa nuova realtà, svilupparsi e prosperare nei tempi a venire. Questo bilancio ha permesso di riflettere sui modi in cui la crisi ha rimodellato i mercati globali, oltre che su come ha cambiato il modo in cui comunichiamo con colleghi e stakeholder.

 

L’occasione di ripensarsi

Così i leader hanno avuto la rara opportunità di mettere in discussione lo status quo e di ridefinire l'approccio business as usual. Questo ha portato alcune organizzazioni a rinnovarsi per diventare più agili, promuovendo una nuova cultura organizzativa e di leadership, ma anche andando a definire le abilità e le competenze da sviluppare per avere successo in questo ambiente mutevole.

La storia e la ricerca hanno più volte dimostrato come la crisi porti all’innovazione, e credo che quanto successo non faccia altro che confermare questa teoria: sono nati nuovi modi di lavorare, di collaborare, di interagire e di fare affari. Se, anche prima del Covid-19, l’uso della tecnologia digitale stava già iniziando a rimodellare il modo in cui abbiamo lavorato per decenni, l’emergenza ha accelerato questo cambiamento in modo esponenziale. Sempre più persone hanno iniziato a lavorare da remoto, con forte impatto sull’equilibrio tra lavoro e vita privata.

La distanza improvvisa ha richiesto un rafforzamento della leadership basata sulla fiducia, di cui empatia, trasparenza e comunicazione sono componenti fondamentali. Una leadership caratterizzata da meno controllo, ma più ispirazione e connessione. Le persone devono sentirsi motivate e ispirate a essere autonome, non deve però mancare la reciprocità della fiducia tra leader e team.

 

L’azienda come habitat evolutivo per le persone e per la cultura del lavoro

In un momento in cui i modelli di lavoro e l’ambiente circostante sono instabili e in costante cambiamento, i valori e la cultura dell’azienda diventano sempre più importanti, trasformandosi in un vero e proprio collante che lega tutte le anime dell’azienda. Se gestita bene, questa crisi può portare a un’unità e a un sentimento di appartenenza all’azienda ancora più forti rispetto al passato, con dipendenti spinti da uno stesso senso di urgenza.

E mai come oggi è fondamentale il passaggio ad una prospettiva people-first. È necessario che le aziende mettano al primo posto il benessere e la sicurezza dei propri dipendenti, concretamente. Le organizzazioni possono inoltre aiutare la propria popolazione aziendale a costruire abilità di resilienza, dando loro gli strumenti per crescere in mezzo alle sfide, intraprendendo azioni coraggiose di fronte alla paura e allo stesso tempo sostenendo la resilienza nei colleghi.

Le aziende, infatti, possono supportare i collaboratori nell’abbracciare alcuni dei lati positivi che la nuova realtà e il nuovo modo di lavorare hanno permesso di conoscere e sperimentare. Se è vero che porteremo a lungo le cicatrici di questa emergenza, un segno delle ferite che il Covid-19 ha inferto in tutti noi, è anche vero che questa esperienza ci può arricchire e far crescere. E che l’ambiente organizzativo può diventare ideale per sperimentare e mettere alla prova nuovi paradigmi del fare e dell’essere impresa.

Abbiamo incominciato questa breve riflessione evocando le ferite che il Covid-19 ci ha inferto, domandandoci se potessero essere anche opportunità di crescere, di apprendere nuove visioni, nuove pratiche. Da questa stessa domanda siamo partiti nel luglio 2020, alla fine del primo periodo di lockdown, per ragionare su un modo che potesse aiutarci ad accompagnare le 800 persone di 3M verso quello che allora ancora si chiamava New Normal. Abbiamo deciso, per farlo, di utilizzare un approccio narrativo già utilizzato in passato.

 

Narrazione ed evoluzione

Per chi si occupa di narrazione, il termine ferita ha un significato preciso: la ferita è ciò che l’Eroe di una storia ha vissuto nel suo passato e che lo ha reso la persona che è. Di solito, più profonda è la ferita, più l’Eroe ha spessore e saggezza.

La domanda che allora sorge spontanea è: saremo in grado di comprendere le potenzialità di questa esperienza, oltre che le perdite e le rinunce che sta comportando? Al fine di uscire dal vicolo cieco in cui ci troviamo oggi, dobbiamo restituire alle ferite la loro vera dimensione, rielaborando ciò che abbiamo vissuto e costruendo insieme agli altri una visione diversa.

Joseph Campbell, saggista e storico statunitense, ha elaborato uno schema narrativo per rappresentare l’evoluzione personale (o collettiva) vista come percorso di crescita: il Viaggio dell’Eroe. Ognuno di noi, nell’esperienza che stiamo vivendo, può rispecchiarsi nell’Eroe di Campbell. Che ci piaccia o meno, stiamo andando incontro a una nuova quotidianità, e l’unica certezza in questo momento di profonda instabilità è che nulla sarà come prima. Dobbiamo quindi metterci in Viaggio, come persone e come organizzazioni, in cammino verso una nuova “casa”. Una casa che, molto probabilmente, sarà diversa da quella che abbiamo lasciato quando è iniziata questa emergenza.

 

Il Viaggio dell’Eroe

Il Viaggio, secondo Campbell, è composto da una sequenza di eventi, ognuno dei quali è caratterizzato da una propria dinamica narrativa. Parte con l’Eroe che vive nel Mondo Ordinario, che potrebbe essere descritto come una comfort zone, e riceve una Chiamata dal destino, dagli eventi. Se decide di vincere la paura e rispondere a ciò che la Chiamata gli chiede di affrontare, l’Eroe lascia il Mondo Ordinario per entrare in un’altra dimensione in cui le certezze e le conoscenze sinora accumulate non sono sufficienti. Nel Mondo Sconosciuto che attraversa, l’Eroe si trova ad affrontare Sfide e Nemici, trovando con coraggio e inventiva dentro di sé le risorse e le capacità per superare e vincere gli ostacoli. La prova più grande di tutte, detta il Ventre della Balena, segnerà una vera e propria morte/rinascita: ne uscirà una persona nuova, pronta a tornare a Casa con un bagaglio di esperienze ricchissimo. Sarà l’Elisir, l’apprendimento che permetterà all’Eroe di incidere sul Mondo Ordinario in modo diverso, incoraggiandone a sua volta l’evoluzione.

Tutti noi possiamo sentirci rappresentati dall’Eroe: abbiamo ricevuto una chiamata, ovvero il momento in cui il Virus ci ha costretto a lasciare il Mondo Ordinario, per entrare in un mondo poco conosciuto dove le nostre conoscenze non sono sufficienti e ci è chiesto di affrontare l’incertezza. Abbiamo dovuto affrontare prove e difficoltà, per cui abbiamo dovuto sviluppare nuove competenze, trovare strategie di coping e capire cosa potesse aiutarci e cosa no in un contesto del tutto nuovo e disorientante.

Dopo il primo periodo di smarrimento, siamo cambiati e cresciuti per merito delle prove che abbiamo dovuto affrontare. Ora, però, dobbiamo essere in grado di tornare verso casa con l’elisir che ci siamo conquistati, ovvero la riflessione su cosa abbiamo potuto apprendere in questi mesi e su come questi insegnamenti possano aiutarci a immaginare un New Normal più in linea con quanto abbiamo capito essere per noi irrinunciabile. Questo percorso può valere tanto per le persone quanto per le organizzazioni.

 

Viaggiare insieme

Ed è proprio questo il Viaggio che abbiamo intrapreso in 3M nel nostro programma Our Journey Home. Questa iniziativa ha visto coinvolte oltre 800 persone di tutta la South East Europe Region di 3M in un percorso che ha permesso loro di rielaborare i mesi del lockdown e comprendere che cosa avevamo imparato da quel periodo. Quattro settimane in cui, utilizzando l’approccio narrativo e stimolando la condivisione, si è piano piano rinforzata la comunità, che ha acquisito consapevolezza della grande forza del ‘Noi’ nei momenti di crisi.

Sono stati quattro i passi fondamentali che hanno scandito i momenti-chiave del Viaggio, con altrettante sessioni online, progettate e condotte da Alessandra Cosso, esperta di identità organizzative e narrazione, coach e counsellor. Passo dopo passo, la popolazione di 3M è stata protagonista della narrazione collettiva di un’esperienza profonda e difficile che, condivisa, è diventata occasione di crescita, apprendimento, appartenenza. I dipendenti di 3M si sono riscoperti una comunità, intrecciando un racconto collettivo che si è fatto gradatamente identitario, programmatico, di appartenenza.

Si tratta di un approccio valido per qualsiasi organizzazione: favorire le relazioni tra dipendenti è un parziale ma efficace antidoto al disagio causato dal Virus. Le persone, infatti, hanno bisogno degli stimoli dati dalle osservazioni degli altri per poter pensare al di fuori dei loro schemi mentali abituali. Il cambiamento è parte della vita, ma alcuni eventi, come quello che stiamo affrontando, ci forzano a cambiare. Visto che questa nuova normalità è come un foglio bianco dobbiamo pensare a come ridisegnarla.

 

Quello che abbiamo imparato

Oltre alla riscoperta di una comunità, unita da una comunanza di valori, la condivisione e l’elaborazione dell’esperienza vissuta può permettere alle organizzazioni di migliorarsi, assimilando una serie di apprendimenti ­– o Elisir – da portare con sé anche nel New Normal, tra cui:

L’importanza delle relazioni: la collaborazione è un valore fondante, così come il senso della Comunità vissuta come un Eco-sistema e non un Ego-sistema. Il ruolo del team, la capacità di ascolto e comprensione, il sentirsi al sicuro come in una grande famiglia sono qualcosa di molto prezioso a cui non rinunciare.

Essere capaci di resilienza: rimanere calmi di fronte all’inaspettato, usare l’immaginazione, non dare niente per scontato e preoccuparsi solo di ciò che è veramente essenziale.

Saper lavorare da remoto: scoprire un modo diverso di relazionarsi con colleghi e clienti, oltre che ripensare il concetto di Work-Life balance

Saper resistere: attraverso questa crisi, le persone possono diventare più indipendenti e autonome, concentrate e capaci di trasformare una crisi in opportunità.

Una comunità in continuo apprendimento e con una visione condivisa: a questo devono puntare le organizzazioni del futuro per riuscire a sviluppare sufficienti risposte alle sfide di un mondo che cambia sempre più velocemente. Da un certo punto di vista la pandemia globale che ha colpito il pianeta ha reso più evidente come il nostro modo di vivere – e di lavorare, di produrre, di consumare – potrebbe nei prossimi decenni essere chiamato a cambiare repentinamente, intraprendendo un nuovo Viaggio nel Mondo Sconosciuto.

Per questo, apprendere da ciò che ci accade e lavorare sulle evolutionary skill è oggi irrinunciabile per tutti, per le organizzazioni di lavoro in modo particolare.

 

Marc Routier, Managing Director della South East Europe Region di 3M.

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