SPECIALE - APRILE 2019

Nell’era dell’intelligenza artificiale

Un contributo fondamentale per prendere le migliori decisioni in azienda. Con un occhio attento al rispetto delle persone e all’etica del business.

HBR

03 Aprile 2019

Nell’era dell’intelligenza artificiale

Siamo a un punto di svolta e l’AI è pronta per entrare nel business. Vari autori, esperti del settore e manager di importanti aziende tecnologiche, hanno analizzato da diversi punti di vista la crescita dell'AI e le conseguenze che questo sviluppo avrà sulle imprese e sulle persone. Lo Speciale di questo numero offre una ricca panoramica degli aspetti più interessanti legati a questa materia così complessa.

Dall’Artificial Intelligence una spinta poderosa all’economia

Grazie allo sviluppo della tecnologia, alla presenza di motori più intelligenti e all'esplosione dei dati, l’intelligenza artificiale è oggi una realtà che entra in misura crescente nelle organizzazioni e nelle imprese. Il McKinsey Global Institute ha recentemente stimato in 13.000 miliardi di dollari l’impatto economico globale dell’Artificial Intelligence (AI) entro il 2030, pari a un aumento complessivo del 16% del Prodotto Interno Lordo mondiale. La sfida tecnologica e di innovazione dell’Artificial Intelligence rappresenta un’opportunità eccezionale: ne va della competitività del Paese, ma anche di ogni singola impresa. Ma Europa e Italia sono in ritardo rispetto a Cina e Stati Uniti. Per recuperare, le imprese devono prendere consapevolezza dell’importanza centrale di queste tecnologie e avviare rapidamente piani ambiziosi.

 

Potenza tecnologica al servizio di tutti

L’intelligenza artificiale è in grado di aiutare il mondo a compiere formidabili balzi in avanti a beneficio non di una élite ma di tutte le persone a tutti i livelli. A condizione che venga sviluppata e introdotta con un approccio etico e trasparente, capace di creare le indispensabili condizioni di fiducia e familiarità.

Francesco Stronati, Vice President Health & Public Sector di IBM Italy, descrive alcuni casi di successo tra cui Project Debater, piattaforma sperimentale di IA per il supporto decisionale in crowdsourcing e delinea gli sviluppi futuri che porteranno alla General AI e ai computer quantistici.

 

La virtuosa collaborazione tra uomo e macchina

Secondo Fabio Moioli, Director of Consulting & Services di Microsoft, sono infondati i timori di una perdita di rilevanza delle persone di fronte all’avanzata dell’AI. Non si tratta di una “battaglia tra uomo e macchine” come alcuni profetizzano, ma al contrario di una collaborazione virtuosa, che vede ciascuno eccellere in ambiti differenti. Bisogna imparare a lavorare con l’AI, coniugando la creatività, l’empatia, le emozioni e la capacità di giudizio che ci caratterizzano in quanto esseri umani con la velocità di calcolo e la possibilità di elaborare e comprendere enormi quantità di dati delle macchine, per aiutare il progresso della società, migliorando la qualità della vita, agendo per il bene delle persone e per la sostenibilità del pianeta in cui viviamo. Puntando sullo sviluppo di queste competenze chiave sarà possibile “democratizzare” l’uso di queste tecnologie e potenziare le capacità di lavoro.

 

Interazioni intelligenti

L’insieme di cloud, analytics e machine learning cambierà profondamente il modo di lavorare e produrre valore, e stimolerà nuovi livelli di ingegno e creatività umana. Tutto questo non accadrà adattando vecchie regole a nuove circostanze, ma riconoscendo l’esistenza di princìpi completamente nuovi, che stanno definendo un rapporto innovativo tra uomo e macchina. Per Mirella Cerutti, Country Manager SAS Italy, innovare il modello aziendale significa diffondere a tutti livelli aziendali la cultura “digitalfirst”, ripensare le competenze e scegliere le tecnologie innovative più adeguate a supporto del business.

 

L’etica alla base di un buon funzionamento dell’AI

La questione etica legata all’AI non è semplicemente la trasparenza dell’algoritmo, ma anche e soprattutto la progettazione efficace delle istituzioni da cui viene usata l’intelligenza artificiale e l’esplicitazione del processo decisionale derivato dalle sue analisi.

Serve una governance efficace dei processi e una protezione adeguata dei diritti dei singoli e delle aziende sui dati utilizzati. Tutti dovranno migliorare la propria alfabetizzazione tecnologica, per essere in grado di passare dalla previsione o dall’analisi che otteniamo dall’AI alla risposta pratica. Una responsabilità che parte dal sistema pubblico e che arriva fino a ciascuno di noi.

 

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