SELF MANAGEMENT

Prosperare nella gig economy

Come gestiscono l’incertezza i freelance di successo

 

GIANPIERO PETRIGLIERI, SUSAN ASHFORD e AMY WRZESNIEWSKI

Aprile 2018

«Siete mai stati su un trapezio?»: ecco come ha risposto Martha alla richiesta di descrivere il suo lavoro negli ultimi cinque anni, da quando cioè ha lasciato una multinazionale della consulenza per mettersi in proprio. All’epoca si era da poco accostata all’arte degli acrobati, in cui vedeva una buona metafora della sua vita di consulente indipendente: il vuoto tra un incarico e l’altro; l’euforia di chiudere un nuovo contratto; la disciplina, la concentrazione e la grazia richieste per padroneggiare la professione. I trapezisti sembrano assumersi rischi enormi, spiega, ma hanno dalla loro il sistema di sicurezza costituito dai colleghi, dalle attrezzature e dalla rete: «Sembra che siano soli, ma non è così». Martha (nome di fantasia, come altri nell’articolo) fa parte di quel fiorente segmento della forza lavoro indicato genericamente con il termine gig economy, che significa letteralmente “economia dei lavoretti”. Tra Europa e America settentrionale sono circa 150 milioni...

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