OPINIONE

La trasformazione è un’epoca, non un evento

William L. McComb

Aprile 2014

Quando arrivai in Liz Claiborne, nel 2006, non mi aspettavo di dover dirigere una trasformazione di grandi proporzioni. Il board mi aveva assunto per tirar fuori qualcosa di sensato da un portafoglio ipertrofico fatto perlopiù di marchi all’ingrosso – più di 45 in tutto – e tutto stava a suggerire l’opportunità di un “riallineamento”. Ma dopo averci lavorato sei mesi, i gruppi sui vari business tornarono con notizie così brutte che dovemmo emanare indicazioni sugli utili del 65% inferiori al consensus. Interventi limitati non ci avrebbero salvati: l’unica strada era una trasformazione. Concentrati sull’obiettivo per sette anni, la mia squadra e io ci rendemmo conto di non essere soli. Le sfide del tipo “reinventati o muori” che una volta erano catastrofi alquanto rare nel business sono in pratica diventate la nuova norma, ma senza una reale capacità di vincerle. Per cui iniziammo a creare una lista di quelle che trovavamo...

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