SPECIALE / Reagire agli insuccessi

I nuovi programmi di acquisizioni globali della Cina


I primi acquisti oltre frontiera da parte di aziende cinesi sono stati fallimentari. Ciò non ha impedito loro di riprovarci, con un approccio completamente nuovo.

Peter J. Williamson e Anand P. Raman

Aprile 2011

A volte Cina Inc. sembra inarrestabile. La sensazione è giustificata: nessuna nazione ha eguagliato i progressi economici compiuti dal gigante asiatico a partire dalla fine degli anni ’70. Tuttavia, i mutamenti nel Paese sono stati così rapidi e spettacolari da rendere spesso gli osservatori ciechi nei confronti della quantità e dell’entità dei fallimenti. L’euforia dell’ultimo decennio per fusioni e acquisizioni (M&A) da parte delle società cinesi ne fornisce numerosi esempi. Nel 2000, poco prima che il Paese entrasse nella World Trade Organization, il Governo ha capito che le aziende cinesi avrebbero dovuto essere competitive a livello globale per sopravvivere e ha annunciato una politica di zou chuqu (liberamente traducibile come “sciamare dappertutto”) che consentiva per la prima volta alle imprese locali di fare acquisizioni all’estero. Molte aziende pubbliche e private hanno colto l’opportunità al volo. Il valore delle M&A cinesi è schizzato da 1,6 miliardi di dollari del 2003 a...

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