Settembre 2016

Perché la vostra azienda ha bisogno di una politica estera

Dopo il periodo di relativa quiete seguito alla fine della Guerra fredda, la geopolitica è tornata prepotentemente alla ribalta. Con la minore inclinazione degli Stati Uniti allo scontro violento, a livello globale non ci sono più “poliziotti”, pochi sono i programmi di “vigilanza di vicinato” e crescente il numero di gruppi e Paesi “vigilantes” pronti a sfidare le regole del gioco accettate. In nessuna regione del mondo le aziende possono quindi dare per scontato che lo status quo strategico sarà supportato da un netto equilibrio di potere o da inviolabili promesse di alleanza da parte delle superpotenze.

In questo nuovo quadro, le multinazionali di maggiore successo saranno quelle che mettono al centro della loro operatività la conoscenza degli affari internazionali, adottando quella che John Chipman, direttore dell’International Institute for Strategic Studies, chiama una politica estera aziendale, che ha due componenti: una due diligence geopolitica che comporta la valutazione dei rischi locali, regionali e internazionali cui l’azienda si trova di fronte; e una diplomazia aziendale volta a migliorare la capacità dell’azienda di operare a livello internazionale e ad assicurarne il successo all’interno di ogni singolo Paese. 

Chipman espone i principi della due diligence geopolitica e della diplomazia aziendale e sostiene che, se messe in pratica con successo, rappresentano per le multinazionali una nuova fonte di vantaggio competitivo in un tempo di accresciuta volatilità geopolitica.

Commenti di Renato Mannheimer e di Alessandro Terzulli

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