Una storia istruttiva per i giganti dei Paesi emergenti

I nuovi concorrenti dei Paesi emergenti crescono in fretta. Sono destinati a dominare l’economia globale? Non necessariamente, dicono Black e Morrison dell’Insead i quali sostengono che i giganti emergenti di oggi assomigliano molto alle grandi aziende giapponesi degli anni ’90. Da allora la stella del Giappone è tramontata e il Paese non domina più la classifica delle Global 500 come faceva un tempo.Basandosi su 25 anni di ricerche, gli autori hanno scoperto che sono stati quattro i fattori che hanno determinato all’inizio la crescita dell’export giapponese: modelli e culture aziendali molto forti; un mercato interno isolato rispetto alla concorrenza; una forza lavoro collaborativa; e una leadership coesa e omogenea. Ma quando le aziende si sono proiettate sui mercati esteri, questi punti di forza si sono trasformati in debolezze. Rinchiuse nelle loro visioni aziendali, queste imprese rivelavano una mentalità troppo ristretta che impediva di andare a guardare a fondo le realtà locali, e mancavano dei leader dotati di conoscenze internazionali. Erano anche poco preparate ad affrontare le burrascose relazioni industriali oltremare e le capacità e la sofisticata esperienza dei loro concorrenti globali.Per evitare il destino del Giappone, i giganti emergenti devono cambiare i propri modelli di business, ridurre la loro dipendenza da mercati interni protetti, imparare a gestire situazioni di lavoro diverse e dare una bella smossa alla loro leadership.Titolo originale: “A Cautionary Tale for Emerging Market Giants”, HBR, September 2010.

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