Il declino della finanza

Che accadrebbe se l’attuale recessione si rivelasse essere come la Grande Depressione del 1929-33? Tra quattro anni gli Stati Uniti potrebbero trovarsi con un’economia ancora in crisi, con la metà delle banche rispetto al 2009, un terzo degli hedge fund, e il settore delle banche al dettaglio che assomigliano a delle imprese di pubblica utilità. Il debito federale potrebbe toccare i 20 trilioni di dollari, lo scaglione più alto d’imposta il 45% e l’indice S&P 500 la quota di 418. Professore all’università di Harvard e alla Harvard Business School, Nial Ferguson cerca di immaginare lo scenario peggiore. Il Tracollo, come lui lo chiama, modificherebbe anche l’ordine economico internazionale, con un PIL cinese che salirebbe fino a raggiungere la metà di quello americano al 2013 e i Diritti Speciali di Prelievo del Fmi a rimpiazzare il dollaro come valuta internazionale di riserva.Ferguson analizza le radici della crisi, così come le misure prese dall’amministrazione Obama per farvi fronte. Ne descrive l’impatto sull’economia globale e sottolinea come la recessione colpisca altri Paesi più ancora degli USA, arrivando così a dipingere un quadro ancora più fosco del futuro dell’America.Nello scenario migliore invece, sostiene Ferguson, le politiche della Federal Reserve non avranno prodotto né inflazione né deflazione. Sorgerà un notevole numero di nuove banche, lo scaglione d’imposta più alto sarà del 35% e l’S&P 500 salirà a 976. Poiché il mondo sarà diventato più pericoloso, oltre che più povero, tutti guarderanno agli Stati Uniti come al poliziotto globale, e il dollaro continuerà a essere la valuta mondiale preferita.Titolo originale: The Descente of Finance, HBR, July-August 2009.

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