Novembre 2016

Nuovi eroi per una nuova economia

Enrico Sassoon

01 Novembre 2016

Nuovi eroi per una nuova economia

Vivere un'epoca di cambiamento come quella che stiamo sperimentando crea enormi problemi per molti, ma anche immense opportunità. È possibile minimizzare, o risolvere, i problemi e massimizzare le opportunità e diffonderle al numero più alto possibile di persone? E cosa occorre per farlo? 

Per Oscar di Montigny la risposta esiste, anche se spiegarla non è affatto semplice. Il punto focale è infatti basato su quella che si può chiamare una rappresentazione o una metafora, ma che alla fine indica una realtà ben concreta: i "nuovi eroi". Ma attenzione, se quelli del tempo che fu furono per esempio i grandi eroi della storia e del mito dei greci, oggi quegli eroi siamo noi, la gente comune. Che deve uscire dal bozzolo di una società atomizzata in cui il valore delle persone è dato dalla misura del denaro e il valore di una vita dalla quantità di beni consumati e di ricchezze accumulate, per entrare in una dimensione nuova: quella di una vita che si costruisce progressivamente coniugando i propri obiettivi con quelli di ogni altro e con quelli della società nel suo insieme. Nella ricerca di un valore condiviso che, in un'epoca di stravolgimenti economici, sociali e tecnologici, rappresenta l'unica strada per riportare le cose al loro posto: l'economia come mezzo per servire l'uomo come scopo.
Nella visione dell'autore non vi sono alternative a questa strada che richiede innanzitutto istruzione, consapevolezza e conoscenza. Ma richiede anche che ciascuno di noi faccia la propria scelta e si assuma le proprie responsabilità. Questo coinvolge certo gli individui, ma si appoggia alle loro aggregazioni più solide ed efficaci. Il nucleo del cambiamento sta in quelle organizzazioni che vanno sotto il nome di aziende, poichè nella loro singolarità gli individui non bastano e nella loro burocraticità gli Stati traccheggiano. Ma non le aziende come le vediamo oggi nella loro maggioranza, quelle che illudono i consumatori, arricchiscono esageratamente i loro dirigenti e puntano ad accumulare profitto solo per i loro azionisti. Di Montigny invoca l'avvento di entità di tipo nuovo, capaci da un lato di soddisfare l'esigenza di prodotti e di servizi creando una reale e gratificante esperienza per i consumatori e dall'altro di perseguire i propri legittimi obiettivi economici condividendone i benefici con le persone e la società, salvaguardando il nostro prezioso mondo naturale.
Quest'ampia visione per Di Montigny ha un nome, quello di Economia 0.0, a significare che al centro di tutto il nostro agitarci in questo mondo occorre rimettere l'uomo e i suoi valori, che non sono quelli della concorrenza senza limiti e del conflitto per aggiudicarsi una fetta sempre più grande della torta. Al contrario, ciò che occorre per salvare il pianeta da una insensata corsa all'autodistruzione è la consapevolezza che gli obiettivi vanno condivisi con "l'altro". La torta può crescere, infatti, solo se concorriamo tutti a cucinarla, e a cucinarla bene.
Percorso personale e percorso professionale non sono dunque strade distinte in contrasto l'una con l'altra ma possono assumere un aspetto armonico che consenta loro di far evolvere ciascuno di noi senza compromettere il benessere (e la felicità) di ogni altro. Nel libro sono ampiamente riportati, a supporto di questa filosofia di vita e di lavoro molti episodi che fanno parte dell'esperienza dell'autore, professionalmente impegnato in una delle maggiori banche del Paese. Incontri significativi come quelli con il Dalai Lama, Lech Walesa, Tara Gandhi o Philip Kotler, protagonisti della nostra era che molti conoscono e che hanno influenzato e tuttora influenzano miriadi di persone. Ma anche incontri altrettanto significativi con persone "comuni" ma che rappresentano l'essenza dei "nuovi eroi": Simona Atzori, Patch Adams o Yoani Sanchez, esempi di quei nuovi eroi che hanno deciso di prendere in mano la propria vita e dedicarla a fare bene per fare del bene.
Per Di Montigny tutto ciò va ben oltre l'etica del business o la filantropia. Deve diventare la base di una nuova economia e di un nuovo modo di fare impresa. Non per vagheggiare un'economia della decrescita felice, cui non è saggio dare credito, bensì per cessare di mitizzare la crescita a ogni costo come base di ogni benessere e felicità.

 

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