Novembre 2016

Mal di referendum

Su cosa si concentra davvero l’attenzione degli italiani in questo periodo di vivace campagna sul referendum sulla riforma costituzionale? Fino a che punto la consultazione prevista per il 4 dicembre costituisce un tema importante per i cittadini? I risultati di una recente ricerca sulle opinioni degli elettori sembrano suggerire che le problematiche più sentite dalla popolazione siano altre, sempre le stesse da molti anni. E che la campagna referendaria venga spesso vissuta come un dibattito esclusivo tra politici, non sempre attinente ai problemi reali percepiti.
In particolare, nelle risposte al quesito “Quali sono, secondo lei, i temi più importanti di cui il Governo dovrebbe occuparsi in questo momento?” (sondaggio dell’Istituto Eumetra Monterosa) solo l’1% degli intervistati indica come il più rilevante quello delle “riforme istituzionali”. Poco più (2%) sono coloro che segnalano la “riforma elettorale” che, pur non essendo oggetto del voto del 4 dicembre, appare in questo momento l’elemento discriminante per la scelta referendaria di diversi leader politici.
In altre parole, le tematiche su cui pure è massima l’attenzione dei media in questo periodo, non sembrano coinvolgere molto la popolazione del nostro Paese. Qualcuno, al solito, dirà che la gente comune “non è in grado di capire”. Ma la verità è che l’elettorato è preoccupato soprattutto da questioni diverse, più direttamente connesse con i problemi quotidiani.
In primo luogo, l’occupazione. Citata al primo posto come “tema più importante di cui il Governo dovrebbe occuparsi in questo momento” da quasi un intervistato su quattro (24%). La rilevanza del problema occupazionale deriva dalla diretta esperienza di molti, che dicono di conoscere in famiglia o tra gli amici qualcuno impegnato nella vana ricerca di un posto di lavoro e, in generale, dalla percezione che si tratti di una questione drammatica e irrisolta, che tocca soprattutto il mondo dei giovani. Ma non solo questi ultimi, dato che questa preoccupazione si rivela ancora più intensa nella classe di età 25-34 anni, una fase della vita in cui la problematica del lavoro riveste un'importanza particolare.
Ed è interessante rilevare che sono proprio gli elettori delle forze politiche di Governo (in primo luogo gli elettori del Pd, ma in generale la sinistra, e quindi gli indecisi o i potenzialmente astenuti) a sollecitare più di altri l’esecutivo perché attui una politica più efficace per combattere la piaga della disoccupazione. Confrontando i dati attuali con quelli degli anni precedenti in cui lo stesso quesito è stato posto, la quota di chi indica l’occupazione come il tema più importante è fortemente accresciuta: rispetto al 2008 è più che raddoppiata. Segue la tematica della sanità, ma questo probabilmente dipende dal fatto che, proprio nel giorno in cui sono state effettuate le interviste, veniva denunciato e ampiamente sottolineato dai media il caso di Marcello Cairoli, malato terminale di cancro deceduto senza assistenza all’interno del pronto soccorso dell’ospedale San Camillo di Roma. Non a caso, la richiesta di una migliore gestione della sanità è indicata con molta maggiore frequenza dagli intervistati meno giovani, oltre i 55 anni.
Nella classifica dei temi più importanti che il Governo deve affrontare appare (segnalato dal 13% degli intervistati) un altro problema irrisolto e sotto gli occhi di tutti: quello dell’immigrazione, sottolineato con maggiore frequenza dalle persone in possesso dei titoli di studio meno elevati, che sembrano per diversi motivi più sensibili al fenomeno.
D’altra parte, che la problematica dell’immigrazione sia più avvertita di quella del fisco e delle tasse (in passato sempre ai vertici delle inquietudini) mostra l’intensità con cui la questione degli immigrati è sempre più sentita dalla popolazione. Non a caso, la numerosità con cui essa viene indicata dagli intervistati come “problema principale” è quasi raddoppiata rispetto a quanto era emerso da un analogo sondaggio realizzato nel marzo scorso.
Seguono infine altri temi che vanno dallo sviluppo economico (citato specialmente dai più giovani) alla sicurezza (indicata in particolare dalle donne e dagli elettori della Lega Nord); dalla scuola ai costi della politica (anche questi ultimi segnalati spesso dai giovani e dai votanti per Forza Italia).
Altre questioni, come i problemi delle banche o i rapporti con l’Europa, vengono citate in misura minore, essendo evidentemente considerate meno prioritarie.
La riforma istituzionale e quella elettorale risultano quindi scarsamente sentite. La campagna referendaria viene percepita con sempre maggiore distacco se non con irritazione (anche se l’interesse vero si riaccenderà in concomitanza con le fasi finali). Solleva forte attenzione mediatica, ma i cittadini ci ricordano che i loro problemi principali sono altri. E riguardano soprattutto la sfera economica e quella della sicurezza.

Renato Mannheimer, sociologo, Eumetra Monterosa.

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