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Non è ancora il momento di eliminare le valutazioni delle performance

Non è ancora il momento di eliminare le valutazioni delle performance

Le revisioni delle performance sono problematiche e segnate da pregiudizi. Confinano le persone in una casella e le tengono troppo a lungo in attesa di feedback. Non sorprende che a fine 2015 almeno 30 delle aziende Fortune 500 le avessero del tutto accantonate. Ma anche quando le aziende eliminano le valutazioni delle performance, le valutazioni continuano a esistere, solo che i dipendenti non ne sono a conoscenza. Questo tipo di valutazione viene fatta in maniera soggettiva, dietro le quinte e senza la partecipazione di chi ne è oggetto.

Il contributo che ogni lavoratore dà all’organizzazione nel tempo deve essere valutato in qualche modo. Le decisioni su retribuzioni e promozioni vanno prese. In assenza di valutazioni formali, tutto questo avviene senza la minima trasparenza.
Facebook ha deciso di mantenere le valutazioni malgrado i costi che hanno perché contribuiscono a garantire equità, trasparenza e sviluppo dei talenti. In occasione dell’analisi del sistema di gestione della performance effettuata alcuni anni fa, l’azienda ha tenuto dei focus group con relativo sondaggio di follow up coinvolgendo oltre 300 persone. Il risultato è stato chiaro: l’87% delle persone si è espresso a favore del mantenimento dei rating di performance. Vogliono sapere a che punto si trovano.
Le valutazioni sono state introdotte per motivi validi; eliminarle potrebbe essere una reazione eccessiva a una esecuzione carente. I leader di Facebook ritengono che sia più costruttivo contenerne i rischi costruendo una cultura che riconosca e ricompensi la crescita.

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