Nel mezzo della terza rivoluzione industriale

Nel mezzo della terza rivoluzione industriale

Nella sua nuova fase che possiamo definire di interconnessione globale, l’information technology sta rivoluzionando i mercati. Ciascuno di noi si rende conto, in modi diversi, che molte cose stanno cambiando, giorno per giorno, nella nostra vita e nel nostro lavoro. Michael Porter, che dichiara il pieno dispiegarsi della terza rivoluzione industriale, attira la nostra attenzione sull'Internet of Things, e dunque sui prodotti: «Composti un tempo solo da parti meccaniche ed elettriche, i prodotti sono diventati sistemi complessi che combinano hardware, archiviazione dei dati, microprocessori, software e connettività in un’infinità di modi. Questi prodotti “intelligenti interconnessi” - resi possibili dagli enormi miglioramenti intervenuti nella capacità di elaborazione e nella miniaturizzazione dei dispositivi, nonché dai benefici di network delle ubiquitarie connessioni wireless - hanno dato avvio a una nuova era della competizione». 

Mentre il mondo sta ancora cercando di uscire dalla recessione innescata dalla crisi finanziaria del 2007-2008 con una lentezza non priva di ombre e contraddizioni, le aziende sono chiamate a guardare una realtà nuova e in rapidissimo divenire e con implicazioni di vastissima portata, tali da giustificare la definizione di Porter di una nuova rivoluzione industriale. 

Che il mondo sia molto cambiato negli ultimi anni è un dato di fatto. In senso lato, l'America non è più la prima potenza economica mondiale in quanto ormai superata dalla Cina. E nel loro insieme i Paesi emergenti generano un Pil aggregato superiore a quello dei Paesi avanzati. Le dinamiche di popolazione e di sviluppo si trovano ora più "là" che "qua" e le strategie delle imprese ne devono tenere conto in misura sostanziale e crescente, come in buona parte già avviene.

Ma mettendo a confronto il 2007 con il 2015 un altro elemento centrale salta all'occhio: il balzo tecnologico che si è prodotto in questi anni grazie a internet, componenti social, interconnessioni e Big Data sta velocemente e profondamente cambiando il modo di fare business con implicazioni formidabili per le strategie delle aziende. L'incrocio business-tecnologia cambia i parametri di gioco, abbatte i confini fra settori, impone nuove politiche di alleanza, esige modelli di innovazione diversi cui nessuno che voglia essere ancora sul mercato da qui a cinque anni può realmente sottrarsi.

E' quindi indispensabile comprendere che la realtà in atto è quella di una trasformazione digitale accelerata che se da una parte chiede alle aziende di saper cambiare con rapidità e agilità proprio nel momento in cui la situazione globale dei mercati non è ancora rasserenata, dall'altra parte crea le opportunità per competere più efficacemente sui mercati globali che cambiano. Mai come oggi grandi rischi implicano anche grandi opportunità, chiedendo ai leader d'impresa estrema consapevolezza della misura del cambiamento e grande coraggio nell'affrontarlo. Stare fermi semplicemente non si può: l'unico risultato certo sarebbe quello dell'irrilevanza o tout court della fuoruscita dal mercato. 

Non a caso Porter asserisce che le aziende devono, di fronte a tanto cambiamento, tornare a porsi una domanda fondamentale: "In che business operiamo"? 

Altri aspetti fondamentali di questa fase di trasformazione sono affrontati negli articoli di Iansiti-Lakhani e Pentland, che compongono lo Speciale di questo numero, arricchito dagli acuti commenti di Alberto Degradi, Bruno Lamborghini, Maria Luisa Mignemi e Andrea Granelli. Cosa emerge? Che al centro del nuovo modo di competere c'è un nuovo tipo di consumatore, esigente, infedele, informato. E al centro del rapporto con i consumatori c'è e sempre più ci sarà la capacità dell'azienda di frantumare le passate concezioni di relazione basate sull'offerta indifferenziata di beni e servizi per impadronirsi fino in fondo della capacità di proporre una nuova, convincente e reale esperienza di soddisfazione del cliente. 

E' la realtà di cui siamo tutti ben coscienti dell'empowerment digitale dei consumatori in un mondo di interconnessioni estese, immediate e ubique. Una volta di più, in un mondo che cambia la complessità della trasformazione si accompagna al rischio di non sapersi modificare con la lucidità e la consapevolezza necessarie, con la possibilità, però, di tradursi in opportunità di successo che si presentano immense per chi saprà dominare la non facile trasformazione.

 

 

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