La successione non è una corsa di cavalli

Dal momento in cui Mulcahy ha assunto il ruolo di CEO nel 2001, il CdA di Xerox ha iniziato a discutere su chi ne sarebbe stato il successore. Ripensando al lungo processo di scegliere e allevare il proprio successore, Mulcahy riconosce come sia stato saggio avere iniziato molto prima di quanto non le sarebbe risultato comodo. Ha permesso di dare ampio tempo ai quattro candidati per sviluppare le loro capacità e responsabilità, e di diventare visibili agli occhi del board.Al contempo, Mulcahy ha inviato loro segnali onesti sulle possibilità che si sarebbero comunque potute presentare nel caso non fossero stati scelti per quella posizione, nel quadro di uno sforzo teso a mantenerne il talento in azienda. La CEO ha percepito che per Xerox sarebbe stato sbagliato mettere i candidati uno contro l’altro in una classica “corsa di cavalli”. A suo parere, l’approccio ideale consiste nello sviluppare un candidato molto forte e alcuni altri candidati periferici da poter portare avanti in caso di necessità. Nel 2009 Ursula Burs è succeduta a Mulcahy nella prima successione tutta femminile in una azienda Fortune 500 ed è diventata la prima donna afro-americana a salire al vertice di una grande azienda Usa. La fiducia del board nei suoi confronti era stata costruita in precedenza e la transizione finale si è verificata senza drammi.Titolo originale: “Xerox’s Former CEO on Why Succession Shouldn’t Be a Horse Race”, HBR, October 2010.

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