Il processo decisionale in un mondo complesso

di David J, Snowden, Mary E. Boone

01 Novembre 2007

Molti dirigenti si stupiscono quando in una situazione nuova fallisce un approccio di leadership che in precedenza aveva avuto successo. La questione è che contesti differenti richiedono risposte diverse. Prima di affrontare una determinata situazione, un leader deve capire quale contesto la governa e adattare le proprie azioni di conseguenza.Snowden e Boone hanno creato sulla leadership e sul processo decisionale una nuova prospettiva basata sulla scienza della complessità. Ne è scaturito il «modello Cynefin» che aiuta i manager a inquadrare la questione in cinque contesti.I contesti semplici sono caratterizzati da stabilità e relazioni causa-effetto che sono chiare a tutti. Spesso, la risposta giusta è intuitiva. In questa dimensione dell’«universalmente noto» i leader devono prima di tutto definire gli elementi di fatto di una certa situazione, cioè «percepirli», e quindi classificarli e predisporre una risposta. I contesti complicati possono contenere molte risposte giuste e, sebbene la relazione causa-effetto sia chiara, non è detto che tutti la vedano. Questa è la dimensione del «generalmente ignoto». Qui i leader devono percepire, analizzare e rispondere.In un contesto complesso le risposte giuste non possono di norma essere scoperte; emergono, invece, degli schemi istruttivi se il leader conduce degli esperimenti il cui fallimento non provoca danni. Questa è la dimensione del «totalmente ignoto», nel quale oggi opera la grande maggioranza del business. Qui i leader devono prima esplorare, poi percepire e quindi rispondere.In un contesto caotico, è inutile andare a cercare la risposta giusta. È impossibile determinare le relazioni causa-effetto perché cambiano continuamente e non sono gestibili. Questo è il regno dell’inconoscibile (cadono in questa categoria gli eventi dell’11 settembre 2001). In questa dimensione, la prima cosa che il leader deve fare è mettere ordine, capire quando c’è stabilità e quindi lavorare per trasformare la situazione da caos a complessità.Il quinto contesto, quello del disordine, emerge quando non è chiaro quale degli altri quattro sia quello prevalente. La soluzione sta nello spezzare la situazione in alcune parti, assegnare ogni parte a uno dei quattro contesti e quindi intervenire nel modo appropriato.

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