Blog e presenza social: alternative o integrazione?

A chi utilizza il web e i social network per promuovere se stesso e il proprio lavoro sarà capitato di ricevere messaggi di questo tipo: “ho letto il tuo status”, ho condiviso la tua foto, ho visto che abbiamo degli amici in comune". Magari questi messaggi li abbiamo mandati anche noi e nell’epoca della dinamicità della comunicazione attraverso i social ci si è posti spesso la domanda sul perché avere un sito o un blog quando con i social è tutto molto più veloce e rapido, e su queste piattaforme escluso Twitter (ancora per poco però) si può scrivere ciò che si vuole. La risposta non è un no a priori, così come non è un sì a priori, ma sicuramente un blogger di professione si è già posto questa domanda e si è già dato una risposta, mentre non è questo di norma il caso per un professionista o una azienda. 
I social network sono facili da usare, per lo più gratuiti e ci garantiscono nel bene o nel male un feedback, e chiunque si occupi di comunicazione e marketing sa quanto i feedback siano importanti. Per non parlare di social network come Google+ che, di fatto, aiutano anche l’indicizzazione dei contenuti sui motori di ricerca. Se siete esclusivamente sui social non dovete pagare per i nomi di dominio, non dovete necessariamente coinvolgere degli sviluppatori e non avete problemi di hosting per il vostro sito/blog e, infine, c’è un grande vantaggio: i vostri clienti/lettori/amici sono già sui social (Google+ compreso, si intende). 

I clienti che cercate, i feedback che volete sono lì a portata di mano - anzi di like - e se i like non arrivano potete acquistarli con il Facebook advertising. Sui social network ci sono tante persone ma non ci sono tutte le persone. Anche sul Web, del resto, non c’è il 100% della popolazione ma, tolti gli anziani e i neonati, non sbagliamo se diciamo che, almeno nella cultura occidentale, Internet c’è ed è una realtà accessibile. Magari con smartphone e tablet, ma comunque accessibile. Molte persone, tante, non sono sui social network e tante altre ci sono ma non interagiscono, e i loro profili non sono aggiornati. Esistono per i vostri fini ma non hanno alcuna importanza perché non vi leggono. 

Solo per questa ragione, cioè il raggiungimento del target, vi serve investire tempo e risorse nella creazione e manutenzione di un sito web. Un sito web vi connota ed è uno spazio che vi rende, giornalisticamente parlando, una fonte. I social network invece sono belli, ma sono tutti standard mentre un sito web no, potete modificarlo come preferite. 

Ed è proprio sulla qualità dei vostri contenuti e sulla personalità del vostro sito che dovete investire perché un follower su Facebook rimane tale per lungo tempo, ma un visitatore va e viene e ha bisogno di essere costantemente stimolato. La personalizzazione del vostro sito è invece il punto di forza. Governare i contenuti, amministrarne la distribuzione, personalizzarne la forma: sono tutti  vantaggi del sito web che deve essere considerato di proprietà vostra e dell’azienda. Tutto ciò non avviene per i social network dove più che proprietari, si è gestori e animatori di uno spazio che però non è vostro. Perché sul vostro sito quello che scrivete, le foto e i video che pubblicate sono e restano vostri e avete la possibilità di rivendicarlo in caso di violazione d’uso. Sui social network no, voi del contenuto, una volta pubblicato, non ne avete più il controllo totale. 

Se dunque vogliamo arrivare a una conclusione è questa: i due canali (social e blog) devono  convivere. Il blog è il vostro deposito di contenuti che, magari, vanno veicolati indirizzandoli  ai contatti presenti nella vostra mailing list. Potreste poi farli vedere alla vostra “audience” digitale attraverso i social network sapendo che una parte del vostro target non vi leggerà mai, ma potete cercare nuovi lettori attraverso frequenti azioni di advertising. Se dunque vi è arrivata una mail che vi ricorda di rinnovare il vostro dominio .it o .com fatelo al più presto. 



Orazio Spoto segretario generale Instagramers Italia

Fabrizio Puddu, senior communication consultant di Formacom

 

 

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