Mondo formazione

Tra law e management: la sfida formativa del legal counsel

16 Febbraio 2018

L’insieme delle norme e delle leggi, sia civili sia penali, che regolano il funzionamento dell’azienda è oggi ancora più articolato e complesso. Mai prima d’ora i manager si sono trovati a dover conciliare le richieste di un mercato sfidante e altamente concorrenziale con un apparato normativo nazionale e internazionale estremamente capillare, inteso a regolare il business e le capacità competitive dell’impresa.

Ciò significa che il sistema normativo acquisisce una sempre maggiore influenza nel processo  decisionale dell’azienda. L’approccio e la qualità dei servizi legali, così come la loro presenza attiva e collaborativa nelle diverse fasi della catena del valore, diventano un fattore strategico, sia per la risoluzione di problemi e la mitigazione di rischi sia per la rilevazione di nuove opportunità strategiche e di business. Una interpretazione disinvolta della legge, posta in secondo piano rispetto agli obiettivi di profitto, sfocia in incidenti giudiziari, contenziosi e vicende legali di enorme gravità e impatto mediatico. Tra i casi  più emblematici della cronaca italiana si possono citare le Ferrovie Sud Est, al cui ex-amministratore unico è stato contestato di aver dissipato risorse aziendali per centinaia di milioni di euro con consulenze e incarichi milionari. E ancora l’AMA di Roma, che ha ricevuto una informativa dell’Agenzia Nazionale Anti Corruzione per irregolarità e incongruità nell’affidamento di servizi professionali. Nel più recente caso dell’ENI, un gruppo di professionisti avrebbe addirittura condizionato l’esito di procedimenti amministrativi per un valore di svariate centinaia di milioni di euro a vantaggio delle aziende in cui avevano interessi personali. 

La progressiva crescente cogenza e pervasività delle norme e del suo sistema sanzionatorio richiede quindi una buona competenza legale e una spiccata legal astuteness anche per i manager. Non per nulla, accanto alla classica figura del consulente emerge oggi quella del General Counsel, il quale diventa partner nei processi di analisi, valutazione e scelta di soluzioni operative spesso fondamentali per la presa di decisione del top management.

Questa  collaborazione tra servizi legali e management necessita di essere ancora di più sostenuta e rafforzata. Come dimostrato dalla survey svolta da Istud (tra luglio e settembre 2017) su un bacino di 107 manager, anche se l’87% degli intervistati individua un chiaro nesso diretto tra qualità dei servizi legali e valore dell’azienda, nella maggior parte dei casi l’interazione tra manager e legali è limitata alla mera richiesta di pareri o alla validazione di un’azione. Solo nel 33% dei casi è volta a strutturare operazioni che puntano all’innovazione o all’apertura di finestre strategiche.

Supportare una figura legale capace di interagire con il management e di entrare in connessione con il business è anche l’attuale sfida formativa: ovvero istruire delle figure capaci di supportare adeguatamente il management in tutte le fasi del processo strategico e gestionale, in modo da mettere al riparo l’azienda da rischi di contenziosi e, soprattutto, aprire nuove finestre strategiche rispetto ai concorrenti.

Marella Caramazza è Direttore Generale ISTUD Business School

 

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