Industria 4.0 e competenze trasversali da sviluppare in azienda per avere successo

Con l’espressione Industria 4.0 si descrive un processo che sta conducendo all'automatizzazione, alla robotizzazione e all’interconnessione della produzione industriale. È un processo destinato a incidere profondamente nella conduzione e nell’organizzazione delle aziende.

La formazione è certamente uno dei pilastri su cui è indispensabile agire per cogliere all’interno delle imprese tutti i vantaggi che offre Industria 4.0. Quali sono quindi le competenze trasversali da sviluppare in azienda, tenendo conto della rivoluzione in atto? La prima considerazione da fare è che c’è un nuovo mondo da contribuire a creare e da affrontare. Vinceranno la sfida competitiva  le aziende che riusciranno più velocemente a cogliere i vantaggi del cambiamento e a produrre più idee, a ogni livello di attività. Per fare questo, è indispensabile sviluppare la creatività e formare a questa capacità le risorse interne.

Esistono tante accezioni di creatività. Ne abbiamo selezionato due molto utili per affrontare questo nuovo mondo: la creatività può essere definita come il processo che genera nuove idee e fa abbandonare idee superate. Per esempio, attivarla ci fa cogliere più velocemente i vantaggi della guida automatica invece che far pensare, come succede a molti: “Impossibile che si sviluppi. Guidare è un’attività così piacevole che è impossibile rinunciarvi”. Inoltre la creatività può anche essere vista come quel processo mentale che collega in modo utile idee che prima erano lontane e scollegate tra di loro. Questo aspetto è molto importante nella generazione di nuove idee, per esempio relative alla connessione degli oggetti a Internet. Ogni oggetto connesso in modo funzionale e innovativo ad Internet è un nuovo prodotto che apre un nuovo mercato.  Che tipo di connessioni quindi creare e che genere di funzionalità farne discendere? Per esempio, quali funzionalità potrebbero essere vantaggiose per un cliente in una sveglia collegata a Internet?

Altro aspetto importante è che la creazione di questo nuovo mondo avviene a una velocità impressionante che impone alle aziende di diventare molto più rapide nel prendere decisioni. Nel farlo, è importante considerare che la nostra mente si compone di affascinanti meccanismi che, nel corso dei millenni, in un mondo ostile ma più semplice, hanno contribuito a determinare la nostra vittoria nella lotta per la sopravvivenza. In particolare, nel passato, in situazioni di emergenza questi meccanismi consentivano di reagire molto in fretta. La maggior parte delle nostre decisioni era ieri, quindi, frutto di pensiero veloce, ovvero intuitivo, istantaneo, emozionale, automatico e meno faticoso del pensiero lento che invece è consapevole, analitico e deduttivo. Il pensiero veloce non sa valutare bene rischi e probabilità. E quindi può farci compiere errori pericolosi.

Oggi la realtà che ci circonda è più benevola ma più complessa. Sono infatti molto più numerosi gli elementi da considerare quando scegliamo tra un'opzione e le altre (pensiamo solo alle possibilità offerte dai big data) e farlo in velocità, utilizzando gli stessi meccanismi vincenti del passato, come l’abitudine spesso ci suggerisce, ci può portare, inevitabilmente, a prendere decisioni sbagliate o imperfette. In questo nuovo mondo conoscere e utilizzare in modo consapevole i meccanismi della mente – che altrimenti possono trasformarsi in veri e propri tranelli – è fondamentale per prendere decisioni più fondate su dati e fatti aderenti alla realtà e quindi più sicure. Da questo discende che è molto importante anche organizzare formazione per sviluppare nelle proprie risorse la capacità di scegliere quando far entrare in gioco il pensiero lento e il pensiero veloce e di identificare ed evitare i cosiddetti “tranelli”.

Naturalmente, essendo necessario utilizzare maggiormente il pensiero lento in un contesto che richiede velocità, per ottimizzare la resa dei processi diventa indispensabile la padronanza di tecniche di gestione del tempo. Diventano vitali le capacità di programmare e pianificare la nostra attività con cura e flessibilità e la disponibilità e la capacità di delegare. Infatti l'efficacia e l'efficienza, che servono per compensare il pensiero lento, nascono proprio dalla chiara e concreta consapevolezza della meta da raggiungere e della programmazione e pianificazione del suo raggiungimento.    

Infine, per diventare più veloci nell’utilizzare il pensiero lento, è essenziale che si formi all’arte della delega nelle aziende italiane molto più di quanto non si faccia adesso. La delega è un mezzo per sviluppare i collaboratori e guadagnare tempo da dedicare a cose importanti, per rendere più veloce e rafforzare tutta l’organizzazione. Creatività, tranelli della mente, gestione del tempo e arte della delega sono elementi fondamentali della formazione comportamentale trasversale per avere successo in questo periodo denso di cambiamenti sempre più veloci.

Adriana Galgano è Senior Partner di Ottantaventi Formazione

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