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Le sfide per il management nel contesto della quarta rivoluzione industriale

È difficile dire se il paradigma “Industria 4.0”, cioè la possibilità di creare nuovi modelli di business grazie alla crescente capacità di interazione tra tecnologie digitali e industria, determinerà davvero un cambiamento radicale nella gestione delle imprese.
Già con la terza rivoluzione industriale, infatti, le tecnologie elettroniche e informatiche si sono diffuse in modo rilevante, portando a una forte spinta verso l’automazione. Oggi, tuttavia, l’integrazione nei processi manifatturieri di robotica, intelligenza artificiale, big data e reti ad altissima velocità permette di immaginare uno scenario diverso, basato – più che su una specifica innovazione – sull’integrazione di tecnologie esistenti, in grado però di modificare il contesto competitivo in svariati settori e lungo tutta la filiera produttiva.
Questo paradigma costituisce una grande sfida per il sistema industriale italiano, ancora caratterizzato dalla presenza di imprese di piccola e media dimensione: la loro competitività sarà infatti inevitabilmente legata alla capacità di gestire in modo efficiente queste opportunità di business.

Di questi temi si è parlato il 20 gennaio scorso alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa nell’ambito del convegno “Industry 4.0: Implications for Management”, promosso da Ammisa - Associazione degli alumni del Master in Management, Innovazione, Ingegneria dei Servizi (Mains), dallo stesso Master Mains e dal Master Geca (Gestione e Controllo dell’Ambiente). Nell’ambito di quattro sessioni tematiche si è discusso delle conseguenze della “quarta rivoluzione industriale” sui modelli organizzativi, sulla sostenibilità ambientale e sulle competenze di leadership necessarie per governare questi processi; un’ultima sessione è stata dedicata alla riflessione sul ruolo delle start-up come promotrici dell’innovazione nell’ambito delle diverse filiere produttive.
Nell’intervento di apertura, l’on. Maria Chiara Carrozza, già rettore della Scuola Superiore Sant’Anna e ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, ha subito messo in luce la centralità del tema dello sviluppo delle risorse umane. “Se vogliamo mantenere la nostra leadership industriale ed essere produttori piuttosto che consumatori” – ha affermato – “occorre investire in formazione e ricerca, per gestire il cambiamento necessario alle nostre imprese”.
Questo argomento è stato approfondito in modo particolare nell’ambito della tavola rotonda, coordinata dal prof. Luca Solari, dal titolo “Rel(o)(e)ading Management”. Si è evidenziato che oggi esistono fattori che incrementano volatilità, incertezza, complessità e ambiguità nella gestione aziendale, legati al dinamismo delle tecnologie e all’interdipendenza globale dei processi economici, sociali e politici. In questo contesto emergono nuovi modelli organizzativi, collegati sempre di più al concetto di rete: l’Industry 4.0 è una proiezione di come i fattori possano essere ricombinati per creare nuove piattaforme, atte a generare valore attraverso nuovi modelli di business. Ciò ha tuttavia importanti conseguenze sulle soluzioni organizzative e sul management. Avremo bisogno di figure manageriali nuove e diverse (ecco perché “Reloading Management”), ma anche di nuove competenze di leadership (e quindi, anche “Releading management”).
La conclusione del convegno è stata dedicata a un ampio dibattito con Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale. Tra i vari temi affrontati, è emerso in particolare che il paradigma “Industria 4.0” sta riportando al centro della fabbrica il ruolo dell’intelligenza e della qualità del lavoro umano. Catania ha affermato infatti che “per gestire la complessità dei sistemi cyber-fisici non basterà l’istruzione scolastica e universitaria, per quanto avanzata, ma i lavoratori dovranno poter accedere a una formazione sul campo, fare esperienza diretta”. Sarà fondamentale quindi un più stretto contatto tra il sistema educativo e il mondo delle imprese: “Alternanza scuola lavoro, riqualificazione delle scuole superiori, corsi di laurea mirati, ricerca e formazione continua sono gli assi portanti per lo sviluppo dell’occupazione secondo il modello di Industria 4.0”.
Elemento critico di questo quadro sarà inoltre la capacità di coinvolgere le imprese di minore dimensione nel processo di cambiamento, sia valorizzando le start-up sia accompagnando le piccole e medie aziende nell’integrazione all’interno di filiere che saranno sempre più governate dalle nuove tecnologie digitali.

Roberto Barontini è Direttore del Master Mains, Istituto di Management Scuola Superiore Sant’Anna

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