Il nuovo medium pubblicitario: l’esperienza umana

di Jeffrey P. Rayport

07 Marzo 2013

Il nuovo medium pubblicitario: l’esperienza umana

Viviamo in un mondo strapieno di media, dove i consumatori affogano in un mare di messaggi irrilevanti che arrivano da web, tv, radio, stampa, schermi piazzati ovunque e una crescente cornucopia di dispositivi mobili. Le strategie pubblicitarie basate sulla persuasione mediante interruzioni, ripetizioni e una invadente ubiquità sono sempre più inefficaci. Per guadagnarsi l’attenzione e la fiducia dei consumatori gli esperti di marketing devono pensare di meno a ciò che la pubblicità comunica ai propri target e di più a ciò che fa per loro.

Rayport delinea quattro aree di esperienza umana: nella sfera pubblica le persone si spostano da un luogo o attività a un altro/a sia online che offline. Nella sfera sociale interagiscono e si relazionano l’una con l’altra. Nella sfera tribale si affiliano a gruppi per definire o esprimere la propria identità. Nella sfera psicologica connettono il linguaggio con pensieri e sentimenti specifici. Un esperto addetto al marketing riflette bene su come costruire dei messaggi che i consumatori accoglieranno con piacere in queste aree.

Zappos lo ha fatto quando ha piazzato la sua pubblicità sulle vaschette porta-oggetti dei controlli di sicurezza degli aeroporti (la sfera pubblica) raggiungendo persone il cui pensiero si fissava sulle proprie scarpe. Nintendo ha identificato le giovani madri desiderose di ospitare festicciole a base di Wii fornendo loro ciò che serve per questi eventi della sfera sociale. E via dicendo, con numerosi altri esempi relativi alle quattro sfere identificate.

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