Enciclopedia Britannica:la fine di un prodotto dopo 244 anni di vita

Nella primavera del 2012 il presidente dell’Enciclopedia Britannica annunciò che l’azienda avrebbe cessato di produrre volumi rilegati della famosa opera. Alcuni ne furono scioccati e molti ipotizzarono che EB fosse collassata sotto il peso di Internet – e soprattutto di Wikipedia. Il modello di contenuti della EB fu classificato come “d’annata”. Ciò che molti non sapevano era che le vendite dell’edizione a stampa pesavano per solo l’1% del totale. La decisione di interromperla fu, dice l’autore, un “non evento”.

La famosa forza vendita porta a porta dell’enciclopedia aveva toccato il picco nel 1990 con oltre 100.000 unità vendute. Ma poi il business collassò. Famiglie sempre più indaffarate avevano meno pazienza verso chi li spingeva all’acquisto e il PC aveva iniziato a essere venduto con il lettore CD-ROM che creava una domanda di multimedialità e interattività, territori sconosciuti per team orientati al prodotto stampato. Per il 1996, quando Cauz entrò nell’azienda, le vendite erano crollate a 3.000 unità.

Questa è la storia di come l’Enciclopedia Britannica imparò a sfruttare prima i CD-ROM e poi Internet, e infine il business della didattica. Il successo di Wikipedia rafforzò la decisione strategica di EB di ridurre la dipendenza dall’uso per consultazione che ne facevano i clienti e di accelerare l’attività nel mercato della didattica. L’azienda ha ristrutturato in modo aggressivo le proprie operazioni editoriali; oggi i contenuti su Britannica Online sono aggiornati ogni 20 minuti. E il business, scrive Cauz, sta crescendo in base a  tutti gli indicatori: redditi, margini, staff, contenuti e clientela.

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