INNOVAZIONE

Opportunità e rischi dell’intelligenza artificiale per la P.A.

Francesco Maldera

03 Maggio 2018

Nelle prime pagine dei manuali di diritto amministrativo si usa distinguere l’attività della Pubblica Amministrazione in due grandi categorie: quella in cui viene esercitato un potere discrezionale e quella in cui il potere non è discrezionale ma, si dice, è vincolato. Senza entrare nel dettaglio della materia giuridica che ha riempito migliaia di pagine dottrinarie e giurisprudenziali, in entrambe le fattispecie è presente un esercizio del potere che, quindi, incide con una certa intensità sulla vita dei cittadini cui l’azione amministrativa è destinata. Nell’azione della Pubblica Amministrazione, tuttavia, in molti casi, emerge la prestazione di un servizio, piuttosto che l’esercizio di un potere: è il caso della scuola pubblica e degli ospedali del servizio sanitario nazionale.

È questo lo sfondo nel quale si muove il libro bianco L’intelligenza artificiale al servizio del cittadino (https://ia.italia.it/assets/librobianco.pdf) presentato ufficialmente il 21 marzo scorso dalla task force per l’Intelligenza Artificiale in Italia (https://ia.italia.it/) che, tuttavia, risponde solo parzialmente alla domanda: “Come si colloca l’intelligenza artificiale nelle applicazioni ai servizi pubblici rispetto al corretto esercizio del potere?”. La sfida appena introdotta, infatti, è propria del settore pubblico e non investe l’ambito privato. Nei rapporti tra privati, del resto, non si esercita un potere nell’interesse dei cittadini, ma si opera seguendo l’interesse economico dei singoli soggetti, siano essi persone fisiche (imprenditori individuali, professionisti, ecc.) o persone giuridiche (società, associazioni, ecc.).

L’interesse pubblico e le sfide specifiche. È noto che i dati costituiscono l’elemento più significativo nelle applicazioni di intelligenza artificiale. Per questo, il libro bianco dedica, nell’ambito delle sfide specifiche delle pubbliche amministrazioni, un apposito capitolo ai dati (Sfida 4 – Ruolo dei dati). Si tratta di basare i sistemi di intelligenza artificiale su dati che:

possano essere dotati di adeguate caratteristiche qualitative, possibilmente certificate secondo appositi standard internazionali (ISO/IEC 25012 data quality model 4); siano accessibili; siano orientati all’interoperabilità.

Uno sguardo al Piano Triennale per l’Informatica nella PA ci dice che questi temi sono già stati focalizzati nel paragrafo 4.1 Dati della Pubblica amministrazione, ancorché sbilanciato sulle basi di dati d’interesse nazionale. A tutto questo si aggiunge la necessità di “arricchimento” dei dati: i dati, per essere utilizzati nell’ambito dei un sistema di intelligenza artificiale, devono essere “annotati” cioè arricchiti con commenti e metadati. È un’attività difficile che deve essere svolta da esseri umani e che deve rispondere a regole precise, pena l’instabilità dei risultati e, quindi, gli errori nelle decisioni (pubbliche).

Peraltro, essendo un’attività “costosa” richiede che sia effettuata una scelta ponderata tra i dati da utilizzare. Infatti, sebbene la tentazione sarebbe quella di utilizzare tutti i dati disponibili, occorre un’attenta ricognizione per evitare di creare un sistema che, poi, non si è più in grado di alimentare per mancanza di risorse “accessorie” (p.e. persone che sovrintendono al supervised learning).

Proteggere l’interesse pubblico. Tuttavia, la questione più delicata è quella appena accennata nella Sfida 5 - Contesto legale del libro bianco: come si proteggono le decisioni pubbliche? La sicurezza dei dati che, normalmente, è un prerequisito per qualsiasi sistema informativo, diventa cogente per i sistemi basati sull’intelligenza artificiale; a questo si deve aggiungere la sicurezza degli algoritmi, cioè la garanzia che le caratteristiche di integrità, riservatezza e disponibilità siano assicurate anche per i motori sui quali si basano le decisioni AIbased.

Un’opportunità non priva di rischi. L’Intelligenza Artificiale, quindi, si preannuncia come un’opportunità che, tuttavia, in ambito pubblico, si accompagna a rischi che occorre valutare con attenzione. Gli ambiti di applicazione presentati nel libro bianco sono ambiziosi, ma sembra opportuno procedere con cautela nell’interesse dei cittadini.

 

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