RISORSE UMANE

La neurodiversità come vantaggio competitivo

La neurodiversità come vantaggio competitivo

Molte persone con condizioni neurologicamente particolari, compresi dislessia e disordini dello spettro autistico, possiedono abilità eccezionali, per esempio a livello di riconoscimento delle invarianti, di memoria e di elaborazione matematica. E tuttavia spesso faticano a rientrare nei profili ricercati dai datori di lavoro.
Un numero crescente di aziende, tra cui SAP, Hewlett Packard Enterprise e Microsoft, hanno rivisto i processi di gestione delle risorse umane in modo da avere accesso a talenti con neurodiversità e in conseguenza di ciò stanno rilevando aumenti di produttività, miglioramento della qualità, potenziamento delle capacità innovative e più elevato coinvolgimento dei dipendenti. I programmi delle singole aziende sono diversi ma hanno in comune sette punti importanti:
Partnership con organismi pubblici o non profit con esperienza di lavoro con portatori di disabilità.
Processi di valutazione non basati su colloqui.
Manager e colleghi formati su che cosa aspettarsi.
Istituzione di un sistema di supporto.
Metodi di gestione della carriera su misura.
Implementazione graduale del progetto.
Progetto che diventa la norma.
Per i manager il lavoro sarà più difficile, ma i ritorni per l’azienda saranno considerevoli grazie all’accesso a più talenti dei dipendenti nonché a prospettive diverse che l’aiuteranno a essere più competitiva.

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