L’ascesa dei supertemp

È molto probabile che i posti di lavoro a tempo pieno e indeterminato all’interno di grandi organizzazioni siano il prodotto di una particolare fase della storia economica che risale, diciamo a sessanta o settant’anni fa. Per i dirigenti e i professionisti d’élite queste posizioni sono in molti casi molto meno interessanti di un rapporto di lavoro autonomo a progetto, sostengono gli autori, che hanno a loro volta impostato la propria vita professionale secondo tale modalità. Questi professionisti indipendenti, i “supertemp”, stanno colonizzando i ruoli in ambito legale, consulenziale e anche manageriale: talvolta guadagnano più di prima e sempre si sottraggono a riunioni interminabili, settimane lavorative di 80 ore nonché alla gestione politica della propria posizione all’interno dell’azienda, raggiungendo un soddisfacente equilibrio tra vita professionale e privata.Dal canto loro le grandi aziende stanno imparando come attingere al meglio alle competenze dei supertemp e potrebbero presto trasformarsi da strutture piramidali in mobili puzzle. Specularmente vanno rapidamente affermandosi le società di intermediazione che gestiscono il collocamento di questi talenti indipendenti. Ciò che non è ancora superato sono i pregiudizi sociali in materia di lavoro temporaneo e anche il sistema sanitario e fiscale è poco favorevole a questa categoria di lavoratori, in particolare negli Stati Uniti.Se, come si può constatare, il loro numero è in aumento, questi professionisti indipendenti lautamente remunerati saranno motivati a superare gli ostacoli sul loro cammino: la copertura sanitaria può diventare “portatile” e la normativa fiscale può essere rivista. Ne risulterebbero non soltanto carriere più gratificanti ma anche un’economia più innovativa.Titolo originale: The Rise of the Supertemp, HBR, 5.2012.

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