GLOBALIZZAZIONE

LA GLOBALIZAZIONE NELL’ERA TRUMP

LA GLOBALIZAZIONE NELL’ERA TRUMP

I vertici aziendali stanno facendo quanto in loro potere per adattarsi a un mondo che pochi avrebbero ritenuto possibile soltanto un anno fa. Il mito di un pianeta senza frontiere sta crollando. I tradizionali pilastri del libero commercio – Stati Uniti e Regno Unito – vacillano e la Cina sta diventando il difensore più leale della globalizzazione. Molti Paesi in Nord America ed Europa hanno registrato ondate anti-globalizzazione.
Di fronte a tale incertezza chi è alla guida delle aziende multinazionali si chiede se ripiegare, cambiare strategia o persistere in quella attuale. Prima di prendere questa decisione è necessario capire due cose. Primo, il mondo è meno globalizzato di quanto anche i dirigenti esperti pensino. Secondo, la storia ci dice che persino in caso di guerra commerciale il commercio e gli investimenti internazionali rimarrebbero troppo importanti perché gli strateghi possano ignorarli.
La confusa situazione attuale non richiede un ritiro in massa dalla globalizzazione ma più discretamente una revisione delle strategie delle multinazionali. Questo articolo analizza i più diffusi fraintendimenti su che cosa sta o non sta cambiando nella globalizzazione e propone delle linee guida per supportare i leader nella decisione su dove e come competere in una situazione mondiale sempre più complessa.

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