Successi non casuali

A un CEO non bastano talento e fortuna per avere successo: deve investire su di sé e il proprio futuro

Quali scelte formative possono favorire lo sviluppo di carriera? L’articolo pubblicato su Harvard Business Review Italia di maggio 2017, “Che cosa distingue i CEO di successo”, evidenzia i 4 comportamenti che accomunano i migliori top manager a livello mondiale. Pur essendo portati a cercare il prototipo nello studente modello, nelle figure più estroverse e carismatiche e in quei manager “over-performer” che non sbagliano mai, i tratti distintivi del CEO di successo sono da cercarsi altrove. Quali sono quindi le competenze da curare per aspirare a quelle posizioni di rilievo professionale?

Capacita di decidere in tempi brevi agendo con convinzione. (-) perfezionismo ed esitazione (+) rapidità e determinazione. Quali processi blocco se non decido? Quale impatto può avere una decisione sbagliata? Occorre saper raccogliere le “giuste” e non necessariamente “tutte” le informazioni, e ancor prima saper scegliere in quali decisioni intervenire. Scelta una via, però, agire con convinzione e senza esitazioni. Per sviluppare queste competenze manager e middle manager devono lavorare su:
a) capacità di analisi e lettura dei dati;
b) gestione del tempo e delle priorità;
c) processo di decision-making.

Volontà di incidere. (-) azione fuori misura (+) pianificazione e engagement. Quali risorse posso coinvolgere e come? Saper scegliere gli obiettivi e individuare la strada per raggiungerli è cruciale sia nel breve sia nel medio-lungo periodo. In questo caso le competenze da sviluppare riguardano più temi legati a:
a) gestione dei collaboratori;
b) gestione delle relazioni interpersonali (inclusa la gestione del conflitto);
c) negoziazione day-by-day e saper dare feed-back.

Adattamento proattivo. (-) conoscenza del “manuale del manager” (+) capacità di analisi, flessibilità e change management. Quante situazioni sono prevedibili e quante, invece, sono altamente imprevedibili? È più utile sviluppare la capacità di prevedere, oppure la capacità di agire in situazioni impreviste? I top manager di successo si distinguono per non subire “l’errore” fino al punto di non considerarlo un fallimento ma un’occasione di crescita; hanno, in altre parole una mentalità orientata alla crescita. Per muovere importanti passi verso questa direzione occorre impegnarsi su più fronti:
a) sviluppo della propria leadership;
b) capacità di lettura strategica;
c) change management.

Produzione costante di risultati. (-) imprevedibilità (+) regolarità di performance. Qual è l’effetto dell’affidabilità, come si può stimolarla? Quali elementi conducono più probabilmente a una performance ripetuta nel tempo? Un leader non si conquista la propria affidabilità sulla base di una performance strabiliante ma “estemporanea”; è il rispetto costante degli impegni a indurre le persone a riporre la propria fiducia. Una performance così caratterizzata è la conseguenza di un grande investimento formativo su temi quali;
a) pianificazione e pianificazione strategica;
b) fiducia come acceleratore di performance;
c) controllo di gestione avanzato.

Non si accede a una posizione apicale perché predestinati, per solo talento o per circostanze fortuite. Investire sulla propria formazione, accresce la probabilità di riuscire in questo sviluppo professionale e ricoprire con successo tale posizione, dipende da quanto quell’investimento sarà stato svolto nella giusta direzione.

Emanuele Castellani è amministratore delegato di Cegos.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 2500

Temi più seguiti

Partner center