Letture intelligenti

Come guarire dall’intossicazione da digitale

Il libro di Alessio Carciofi "Digital Detox. Focus & produttività per il manager nell’era delle distrazioni digitali" restituisce uno spaccato interessante e molto aggiornato sulle dimensioni problematiche del digitale. Il fine non è scandalistico né apocalittico ma piuttosto di proporre un metodo – da lui chiamato Digital Felix – per contenere, se non addirittura risolvere, la questione.

Il tema sta negli ultimi anni uscendo dall’ambito prettamente tecnico e diventando una priorità per i manager; il digitale, infatti, da straordinario strumento di produttività ed efficacia si sta trasformando in un grattacapo, visto che con sempre maggiore frequenza non riesce a onorare le grandi aspettative generate.

Anche l’uso crescente di metafore biologiche – peraltro legate più alla dimensione patologica della vita come virus informatico, intossicazione, dieta, …  – sottolineano questa crescente preoccupazione che lo strumento digitale, come un novello Frankenstein, si sia autonomizzato dal suo creatore e viva una sua vita propria spesso indipendente o addirittura incompatibile, a scapito (quasi come un parassita) degli utilizzatori.

Il taglio da formatore e la cultura multidisciplinare dell’autore, che strizza un occhio anche ai saperi orientali, rende il libro molto pratico e pieno di suggerimenti.

La tesi del libro è che il cattivo uso del digitale (legato sia a una inadeguata formazione che a una parziale comprensione) ha creato una vera e propria intossicazione da digitale che si manifesta in molti modi. Gli esempi sono infatti numerosissimi e non possono non forzare il lettore a destarsi da quella sorta di torpore cui la comunicazione digitale lo ha abituato. Le criticità sono infatti tante, diffuse e in crescita.

Ad esempio quelle legate alla privacy e alla perdita di controllo delle nostre tracce digitali. In questo caso l’autore fa introdurre la questione a Gabriel Garcia Màrquez: «Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata e una segreta» e ci ricorda poi che un tempo quella segreta era ben protetta dal lucchetto del nostro diario, oggi è “dentro” a uno smartphone che sta diventando la scatola nera della nostra esistenza.

Oppure il fatto che il 70% degli italiani si sveglia controllando lo smartphone, mentre il 63% si appresta a controllarlo prima di addormentarsi (Il Rapporto Coop 2016). Oppure ancora che gli adulti britannici impiegano una media di 8 ore e 41 minuti al giorno sugli schermi, più della media giornaliera di tempo che dovrebbe essere speso per dormire (Rapporto Ofcom). O ancora un sondaggio (commissionato da Secur Envoy) su 1.000 persone nel mondo del lavoro, che ha rilevato che due terzi dei lavoratori temono di perdere il loro smartphone.

Carciofi identifica in particolare tre patologie come sintomi conclamati di intossicazione digitale:

la FOMO (Fear of Missing Out) che consiste nella paura di perdersi qualcosa non controllando in continuazione social network ed email;

la nomofobia, e cioè il timore di rimanere fuori dal contatto di rete mobile, timore che può provocare effetti fisici simili agli attacchi di panico (mancanza di respiro, vertigini, sudorazione, battito cardiaco accelerato e nausea);

il checking habit – il bisogno spasmodico di controllare, anche a distanza di brevissimo tempo, Io smartphone, la casella email, i social per verificare se ci sono notifiche.

Tre patologie che mettono in luce un grande vuoto che il digitale tenta maldestramente di riempire: il bisogno di essere connessi, sempre e comunque.

È quindi necessaria una vera e propria terapia di disintossicazione – Digital Detox nelle parole dell’autore – per ritornare a un uso utile, autentico e “felice”. Carciofi insiste molto su questa dimensione un poco “buonista” a cui il suo metodo può condurre… Forse l’aspetto più debole del bel libro perché trattata in molto molto sbrigativo.

Questa terapia – il Digital Detox – è l’abilità di saper includere e non escludere, basandosi su una filosofia mediterranea. Come imparare:

Passo 1: esplorare distinguendo le tante cose trascurabili dalle poche indispensabili.

Passo 2: una volta definite le attività trascurabili, escluderle. Senza tanti se, senza tanti ma.

Passo 3: rimuovere gli ostacoli per ridurre al minimo lo sforzo di ottenere gli obiettivi desiderati, che riguardino un progetto di lavoro oppure il salire un gradino nella propria carriera.

Volendo riassumere all’osso la metodologia proposta, usiamo le parole dell’autore: «Scegli come impiegare le energie e il tempo: prenditi il tempo necessario per capire e valutare le alternative per escludere “il rumore” e fare spazio solo a ciò che ha un valore eccezionale: non cedere a compromessi. Mano a mano diventerà sempre più naturale».

Nello specifico la metodologia Digital Felix consiste in 5 step – Rallenta, Riduci, Ridisegna, Riprogramma, Ricaricati e permette – questa è la promessa dell’autore – di migliorare la qualità del tempo lavorativo, personale e interpersonale, aumentando la produttività e riducendo lo stress.  A questo punto non ci resta che provare.   

IL LIBRO

Alessio Carciofi, Digital Detox. Focus & produttività per il manager nell’era delle distrazioni digitali, Hoepli, Milano, 2017, Pag. 152 + XXIV.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 2500

Temi più seguiti

Partner center