Influencer Marketing, la nuova frontiera del Digital

Il Digital Marketing è una disciplina ormai affermata, anche se giovane. Ma appunto perché giovane, è in fase di costante sviluppo e, oltre al consolidamento degli strumenti già acquisiti, vede la nascita continua di nuovi filoni e figure professionali che lo rendono sempre più centrale nelle strategie delle imprese. Uno di questi nuovi filoni è l’Influencer Marketing, basato sul ruolo fondamentale degli influencer e sulla figura professionale dell’Influencer Marketer.

Ne parliamo con Alessandro Bogliari, venticinquenne milanese che lavora in questo ambito a Copenhagen. Laurea triennale in Graphic Design & Art Direction alla Naba di Milano, Master of Science biennale in Digital Innovation & Management alla ITU-IT University of Copenhagen, già Chief Marketing Officer per una start-up italiana, opera come Influencer Marketer e Growth Hacker nella capitale danese (www.alexeidos.net, mail: alessandro@alexeidos.net).

AleBogliari

Ci spiega innanzitutto chi sono gli influencer?

Gli influencer sono persone che hanno la capacità di influenzare altre persone, soprattutto nel processo di acquisto. Grazie alla propria voce autorevole (giacché conoscono bene il settore sul quale danno il proprio parere e sono quindi riconosciuti come esperti, tanto da essere seguiti da un alto numero di seguaci), nel momento in cui esprimono la propria opinione, riescono ad essere efficacemente persuasivi. Di solito hanno online un gran seguito di follower e con i propri interventi nel web – attraverso un tweet su Twitter, una foto su Instagram o un post sul proprio blog – influenzano i propri seguaci nel processo di decision making. Attenzione: l’influencer è diverso dalla celebrità: la celebrità, infatti, ormai soprattutto fra i giovanissimi, è vista come una figura lontana e troppo elitaria (per intenderci, Justin Bieber è un vip e, per quanto sia seguito da milioni di ragazzine, rimane nell’ideale di una celebrità milionaria che passa il tempo su yacht e in case di lusso); l’influencer, al contrario, crea un legame più forte con i propri seguaci perché diventa una persona con la quale chiunque potrebbe incontrarsi a bere una birra. Gli influencer possono essere divisi in diverse categorie; le due più importanti sono: i micro-influencer, che hanno fra i 10.000 e i 100.000 follower e si occupano di una nicchia di mercato (ad esempio un influencer esperto di ricette gluten free); i macro-influencer che contano 500.000 o oltre 1 milione di follower e che non hanno un solo tema di base ma possono spaziare maggiormente a livello di argomento, quindi i loro follower saranno più vari rispetto a quelli del micro-influencer.

 

Ma che cos’è e a cosa serve l’influencer marketing?

L’influencer marketing è una forma di marketing che si focalizza soprattutto nell’uso di influencer per trasmettere un messaggio, anziché rivolgersi direttamente al pubblico con la pubblicità. Ciò significa che le aziende, grazie all’aiuto di piattaforme dedicate all’influencer marketing, cercano i migliori influencer e li pagano per sponsorizzare i propri prodotti (attraverso ad esempio product placement in un video su YouTube o in una foto fashion su Instagram). L’influencer marketing si può definire come un mix di social media marketing e content marketing: il content è dato dal contenuto creato dall’influencer (un post, una foto, un video) e il social media è dato dalla distribuzione di tali contenuti sui canali social dell’influencer.

 

Quali sono i vantaggi per le aziende?

Le aziende spendono meno rispetto ai media tradizionali o rispetto al costo di una celebrità e, dati alla mano, sembra che il ROI sia molto alto: per ogni dollaro speso ne tornano 7. In più l’azienda, utilizzando un influencer (che non è solo uno strumento di marketing ma un asset fatto di relazioni e connessioni sociali) riesce a comunicare meglio con i propri consumatori, andando ad abbattere un po' quella barriera brand-consumer tipica della televisione o della pubblicità su stampa.

 

Chi è in azienda l’interlocutore dell’inflencer marketer e che tipo di preparazione/formazione deve avere per cogliere e utilizzare le competenze dell’influencer marketer?

Le aziende, che non hanno quasi mai influencer marketer all'interno del proprio organico, si rivolgono a due attori nel mondo dell'influencer marketing: 1) le agenzie di influencer marketing che connettono brand e influencer e molte volte si occupano anche della creatività della campagna; 2) le piattaforme di influencer marketing, cui facevo cenno prima, strumenti online per la ricerca di influencer (demografica, psicografica, geolocalizzazione), la gestione delle campagne, la misurazione delle prestazioni e il tracciamento delle conversioni (che possono essere una vendita, una registrazione sul sito, una richiesta di informazioni tramite form di contatto; gli obiettivi di conversione vengono decisi prima di far partire la campagna). Quanto alla formazione per gli interlocutori aziendali, di sicuro possono essere utili dei corsi, se erogati da professionisti competenti, che aiutino loro a capire chi sono e come lavorano gli influencer marketer, per poter comunicare in modo adeguato le esigenze dell’impresa e collaborare quindi efficacemente.

 

Il ruolo dell’influencer marketer è nuovo, almeno per il mercato italiano. Che tipo di potenzialità ci sono per questo professionista?

L’influencer marketer (diverso dall’influencer che, come ho detto all’inizio, è il creatore di contenuti con molti seguaci) lavora solitamente in un’agenzia di influencer marketing. Nel mondo vi sono oltre 400 realtà fra agenzie e piattaforme di influencer marketing. Il potenziale è alto, in quanto si prevede che nel 2017 e nel 2018 sempre più brand investiranno nell’influencer marketing. Data la richiesta di esperti nel settore per gestire i rapporti fra brand e influencer e la creazione di campagne creative, è sicuramente un ruolo in crescita.

 

Ci sono percorsi formativi per diventare influencer marketer?

Non specifici. Gli influencer marketer solitamente vengono dal mondo del digital e social media marketing. Oppure dal mondo delle PR e comunicazione delle agenzie classiche che si stanno muovendo nella direzione digital e che hanno allargato la propria offerta servizi offrendo anche l’influencer marketing.

 

Lei è anche growth hacker: in cosa consiste quest’attività? Se e quali connessioni ci sono con l’influencer marketing?

Il growth hacker è un esperto di digital marketing che utilizza tecniche nuovissime (alcune di queste vengono perfezionate di mese in mese o ne nascono di nuove anche a distanza di pochi mesi) per aiutare aziende (solitamente in fase di startup) ad aumentare le conversioni e portare più utenti paganti, cercando di diminuire il CAC (Customer Acquisition Cost) e aumentare il LTV (Life Time Value) dell’azienda. Il growth hacker e l’influencer marketer sono entrambe figure che appartengono al mondo del digital marketing ma che si servono di tecniche diverse per raggiungere i propri obiettivi.

 

Per concludere, quali saranno le prossime sfide dell’influencer marketing?

Principalmente due: 1) perfezionare i sistemi per trovare i migliori influencer a seconda del brand, del settore produttivo, del budget ecc.; 2) come calcolare al meglio il ROI dell’influencer marketing. Al momento ci sono alcuni case study ma, essendo uno strumento nuovo,  non esistono ancora teorie radicate al riguardo.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 2500

Temi più seguiti

Partner center