RICERCHE

Fringe benefit antistress

Oramai è più di una tendenza che si sta affermando con sempre maggior consapevolezza nelle aziende più progredite e illuminate, attente al benessere dei propri dipendenti. E che si sta sempre più affrancando dal suo mero significato filosofico ed esistenziale per arrivare a trasformarsi in uno strumento di gestione del business. Stiamo parlando della felicità, intesa in senso aziendale, quella situazione di benessere, gratificazione e motivazione che porta i dipendenti a essere soddisfatti e quindi, più collaborativi e propositivi e, in ultima analisi, anche maggiormente produttivi. «Un ambiente di lavoro ottimale deve essere in grado di far crescere le persone non solo professionalmente, ma anche umanamente, dando vita a un circolo virtuoso che si traduce, a sua volta, in crescita aziendale e benessere condiviso», osserva in proposito David Plink, CEO di Top Employers Institute, l’ente internazionale certificatore a livello globale delle eccellenze aziendali in ambito HR, e la sua affermazione trova riscontro nelle numerose strategie e politiche delle Risorse Umane adottate dalle aziende certificate, che hanno fatto della ricerca della felicità dei loro dipendenti un elemento delle loro priority list. Un welfare aziendale mirato e personalizzato E quale strumento migliore per riuscire ad ottenerla, o almeno arrivarci vicino, se non un welfare aziendale sempre più mirato e personalizzato, calibrato sulle singole esigenze dei dipendenti, che variano sensibilmente in relazione a età, situazione familiare, aspettative di carriera? «Le aziende Top Employers sono costantemente impegnate a proporre le condizioni di lavoro migliori, e in questo sforzo rientra anche l’offrire un ambiente di lavoro il più gradevole e salutare possibile, sia dal punto di vista strettamente logistico (ambienti, location, servizi…) sia per quanto riguarda il ventaglio dei fringe benefit offerti, che negli ultimi tempi hanno visto un importante incremento di proposte salutistiche e antistress», osserva Massimo Begelle, Deputy Country Manager Italy di Top Employers Institute. E a confermare le parole di Begelle ci sono le cifre di una recente ricerca (marzo 2017) sui fringe benefit maggiormente scelti e adottati dalle 79 aziende certificate Top Employers Italia 2017. Fermo restando i tradizionali, e sempre apprezzatissimi auto aziendali, cellulari e laptop, la ricerca rivela che il 76% delle aziende si preoccupa dell’equilibrio psicofisico dei dipendenti e come fringe benefit mette a disposizione palestre, nutrizionisti e counselling. Non solo, ma accanto a contributi per l’asilo nido e ai corsi per la gestione del tempo, prevede anche i bonus volontariato e programmi per smettere di fumare. I dati: 79 aziende e 300.000 dipendenti La ricerca analizza le scelte di oltre 300.000 dipendenti delle 79 aziende Top Employers Italia e fotografa una situazione attuale dove la ricerca di un’armonia esistenziale – la felicità? – e di un benessere psicofisico rappresenta un’esigenza molto sentita, e, conseguentemente, le proposte aziendali in merito vengono particolarmente apprezzate. I dati della ricerca, in dettaglio, svelano questo nuovo scenario. Il 76% delle aziende si preoccupa del benessere psicofisico, dello stato di stress e dei carichi di lavoro dei propri dipendenti, tramite questionari mirati e domande specifiche inserite nelle survey periodiche. Il 71% propone e attua un’ampia serie di programmi di benessere, con varie opzioni a scelta del dipendente, che spaziano da programmi di fitness e iscrizioni in palestra, a corsi di yoga, massaggi, consulenze nutrizionali e sedute di counselling, accanto alle più tradizionali ma molto apprezzate polizze integrative di assicurazione sanitaria. Il 66% offre e attua corsi di gestione del tempo, per imparare a lavorare in maniera più efficace e con minore sforzo. Il 66% provvede a un parcheggio aziendale, e talune aziende mettono a disposizione un servizio di bike sharing per il tragitto casa-lavoro. Il 59% non solo concede, ma favorisce permessi speciali per attività di volontariato. Il 56% offre la possibilità di un intero anno sabbatico per motivi di studio, aggiornamento professionale, assistenza e cura parentale o anche per una pausa di riflessione personale, per “staccare la spina” e poi rientrare più motivati e proattivi sul posto di lavoro. Il 41% provvede a contributi economici per l’accudimento dei figli. Il 18% propone incontri e programmi per aiutare a smettere di fumare. Fringe benefit: uno strumento in chiave competititva Dati e cifre che confermano il nuovo approccio aziendale ai fringe benefit: non più omologati e uguali per tutti, ma il più possibile personalizzati e calibrati sulle esigenze dei singoli dipendenti. E pensati anche in chiave competitiva in un’ottica di attrazione e fidelizzazione dei talenti. «I fringe benefit giocano un ruolo sempre più competitivo nelle motivazioni di chi cerca o vuole cambiare posto di lavoro. Il mercato è cambiato e la motivazione per cui si cambia lavoro non è più solo quella economica, ma entrano in gioco anche altri fattori, come l’ambiente di lavoro, le prospettive di carriera, la flessibilità e – perché no? – anche i fringe benefit “su misura”. Motivo per cui le aziende più innovative, come le aziende certificate Top Employers, li utilizzano in chiave sempre più personalizzata e come strumento di attrazione e fidelizzazione dei talenti», osserva Davide Banterla, Project Manager Italia di Top Employers Institute. Il prossimo passo sarà il Flexible Benefit Una strategia d’avanguardia che apre le porte al passo successivo, ancora a livello di nicchia in Italia, quel “Flexible Benefits”, che rappresenta la possibilità per il dipendente di scegliere il benefit più aderente alle sue esigenze e situazioni del momento (età, necessità familiari, progetti di carriera, formazione e aggiornamento professionale… ecc ecc), andando a scegliere tra una serie di proposte differenziate e calibrate. Le aziende più innovative si stanno già attrezzando in quest’ottica, proponendo soluzioni di benefit ad hoc, che vanno dai “pacchetti maternità” (contributi per asilo nido, baby sitter ecc), ai corsi di aggiornamento professionale (corsi di lingue, informatica…), ad assistenza e previdenza sanitaria (home caring per anziani), a corsi e vacanze sportive (corsi e campus per giovani o figli dei dipendenti). La strada è aperta e segnata e tutto fa pensare che la filosofia dei benefit uguali per tutti abbia oramai fatto il suo tempo. E che la ricerca della felicità possa transitare anche da una seduta di yoga. Pagata dall’azienda.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 2500

Temi più seguiti

Partner center