Editoriale

Esseri intelligenti

Esseri intelligenti

Nello splendido film di Stanley Kubrick 2001. Odissea nello spazio del 1968 il protagonista viene a un certo punto a scontrarsi con HAL, il supercomputer che gestisce la navicella spaziale in tutte le sue funzioni e che decide di rivoltarsi contro il suo creatore, l’uomo, manifestando intenzioni ed emozioni del tutto umane. Si tratta probabilmente del film che ha meglio espresso il tema dell’intelligenza artificiale, della capacità delle macchine di arrivare ad apprendere in autonomia e di giungere addirittura a superare le capacità intellettive umane. Per inciso, circola l’idea che HAL camuffi un’altra sigla, dato che spostando avanti le tre lettere di una casella emerge un marchio alquanto famoso e oggi all’avanguardia nel mondo in questo settore, ovvero IBM. Dagli anni Sessanta del ‘900 ci separa ormai mezzo secolo e si resta ammirati per la capacità degli autori del film di anticipare con tale consapevolezza e lucidità ciò che oggi sta diventando realtà. Ma ancor prima, a inizio anni Quaranta, lo scrittore di fantascienza Isaac Asimov aveva dimostrato una genialità ancora superiore, enunciando le “tre leggi della robotica”, tre semplici, brevi ma del tutto pregnanti regole proposte per gestire la relazione tra gli esseri umani e le macchine intelligenti. In quegli anni il genio matematico Alan Turing lavorava con un piccolo gruppo a Bletchley Park per decifrare Enigma e si dice che con ciò abbia dato da solo il contributo decisivo alla sconfitta del nazismo. Di fatto, con Turing nasce la vera intelligenza artificiale: la sua “macchina universale” ha generato il computer moderno, l’informatica e la rivoluzione digitale che tutto pervade. E oggi l’intelligenza artificiale è tra noi, col volto neutro di computer enormemente potenti o con quello sorridente di un robot antropomorfico. O senza volto alcuno, annegata nel cloud, nei big data, negli algoritmi, nei sensori e nella combinazione evolutiva di tutto questo. L’intelligenza artificiale è realtà ed entra in misura crescente nelle organizzazioni e nelle imprese, e dialogando ogni giorno con ciascuno di noi. Lo Speciale di questo numero ne affronta alcuni aspetti di deciso interesse, ma siamo solo all’inizio perché, come si usa ormai dire, la crescita è esponenziale e ogni scatto in avanti sulla scacchiera della digitalizzazione universale comporta una quantità crescente di innovazioni in tutti i campi: siamo, ha detto Ray Kurzweil, nella “seconda metà della scacchiera” e a ogni raddoppio il mondo compie un balzo in avanti che supera da solo tutti quelli della storia umana precedente messi assieme. E ad attenderci c’è la “singolarità tecnologica”, il punto nel quale intelligenza umana e intelligenza artificiale si riveleranno indistinguibili, il momento in cui diverrà cruciale il “test di Turing”, l’imitation game del geniale matematico. Evviva, gridano gli ottimisti tecnologici, ci attende un’era di prosperità quale il mondo non ha mai né visto né sperato. Aiuto, gridano i pessimisti, il mondo si snatura, gli uomini perderanno il controllo, HAL ci distruggerà. Il confronto non costituisce un mero esercizio intellettuale: le conseguenze pratiche di quanto accade sono sotto i nostri occhi e, soprattutto, lo saranno. Dal lato del progresso evolutivo stanno le immense conquiste della robotica avanzata, del potenziamento delle capacità umane, dell’affiancamento uomo-macchina, di una produttività in ascesa, ma anche di una genomica capace di portarci oltre i 100 anni di vita, dei supermateriali, della nanotecnologia, della driverless car, e di un’infinità di altre innovazioni oggi neppure immaginabili. Dal lato delle nostre paure ci sono la sostituzione del lavoro umano, manuale e intellettuale, da parte delle macchine intelligenti, la disoccupazione tecnologica, la mortificazione dei lavori a basso livello di competenza, la perdita di controllo delle nostre vite, i problemi etici del rapporto uomo-macchina, lo stravolgimento dei valori tradizionali, la divinizzazione della tecnologia, e altro ancora. Come in ogni rivoluzione, e quella in atto è una nuova rivoluzione industriale, il buono e il meno buono emergono assieme strettamente intrecciati e dovremo imparare, come sempre si è fatto in passato, a gestire per il meglio i grandi cambiamento della nostra epoca. Con lo Speciale di questo numero affrontiamo alcune delle tematiche che riguardano già oggi il mondo delle imprese. Un primo passo cui ne dovranno seguire molti altri.

Buona lettura!

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 2500

Temi più seguiti

Partner center