M&A: quello che non dovete sbagliare

M&A: quello che non dovete sbagliare

 

Nel mondo della finanza il 2015 è stato un anno record per le fusioni e acquisizioni. È troppo presto per avere dati sull’esito di tali operazioni ma i segnali non sono promettenti. L’anno scorso Microsoft ha perso il 96% del valore della divisione cellulari acquisita da Nokia nel 2014 per 7,9 miliardi di dollari. La quasi totalità degli studi ribadisce come le M&A siano una sorta di gioco delle tre carte che nel 70-90% dei casi si risolve in un fallimento colossale. L’autore spiega questa tendenza persistente e propone una via per superarla. Sottolinea che gli acquirenti tendono a vedere le acquisizioni come un modo per ottenere valore per sé, in particolare accesso a un nuovo mercato o a una nuova capacità.

Il guaio è che, se un’azienda individua in un’altra un asset o una capacità di valore, anche altre faranno lo stesso e il valore andrà perduto in una guerra di offerte al rialzo. Le cose cambiano se invece l’acquirente ha qualcosa che lo rende più competitivo. Se l’acquisita non è in grado di procedere a un determinato miglioramento in autonomia o (idealmente) in unione con qualunque altra azienda, sarà il compratore e non il venditore a incassare i vantaggi. Martin illustra quattro modi in cui l’acquirente può accrescere la competitività del target:

Essere un interessante fornitore di capitale per la crescita.

Fornire una migliore supervisione manageriale.

Trasferire skill di valore.

Condividere capacità preziose.

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