Il grande disaccoppiamento

 

Le attuali innovazioni digitali sono per la forza intellettuale ciò che la macchina a vapore e le tecnologie a essa collegate sono state per la forza muscolare durante la Rivoluzione industriale: ci stanno permettendo di superare rapidamente alcuni limiti e ci aprono nuove frontiere, come dicono Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee che da anni studiano l’impatto delle tecnologie sui sistemi economici. I due professori del MIT ritengono che questa trasformazione sarà creatrice di abbondanza ma mettono in guardia contro quello che potrebbe essere il suo lato oscuro: benché la torta stia diventando più grossa, non tutti ne godranno allo stesso modo. 

Man mano che i computer divengono più potenti, le aziende hanno meno bisogno di alcune categorie di lavoratori. Questo cambiamento contribuisce a un fenomeno che i due accademici chiamano il Grande sdoppiamento: per decenni Pil pro capite, produttività, occupazione nel settore privato e reddito familiare medio sono cresciuti quasi perfettamente in parallelo. Ma negli anni ’80 la crescita dei redditi ha incominciato a dare segni di cedimento e poi a calare. Al netto dell’inflazione, la famiglia americana media guadagna meno oggi che nel 1998. Anche la crescita del lavoro è rallentata. E trend analoghi stanno emergendo nella maggior parte dei Paesi sviluppati.

In questa intervista Brynjolfsson e McAfee esplorano le implicazioni di questi fenomeni: chi ne uscirà vincitore (i lavoratori dotati di competenze tecniche e creative), chi perdente (la middle class) e come il mondo del business dovrebbe rispondere alla sopravveniente ondata di nuova tecnologia (sviluppare modi per correre con e non contro le macchine).

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