Il prezzo del potere di Wall Street

Sempre più spesso i dirigenti continuano a prendere decisioni che non sono nel migliore interesse della loro azienda, in risposta alle pressioni dei mercati azionari.  Sebbene molti ritengano che ciò accada perché le aziende hanno il “dovere fiduciario” di massimizzare i rendimenti per gli azionisti, negli Usa i dirigenti non hanno per legge tale obbligazione. Eppure è per loro difficile resistere alle richieste da parte di chi ha accumulato tale sproporzionato potere. Negli ultimi decenni, in cui la legislazione per mettere sotto controllo Wall Street è stata largamente inapplicata, dimensioni e profitti del settore finanziario sono enormemente cresciuti. Ciò ne ha potenziato l’influenza e soprattutto la capacità di premere sul Governo spendendo miliardi di dollari in attività di lobby e in contributi politici. Anche dopo la crisi finanziaria, Wall Street ha potuto rallentare e indebolire le regolamentazioni mirate a contenere le sue pratiche più arrischiate.

La “finanziarizzazione” dell’economia provoca serie conseguenze: aumenta la volatilità, inibisce la crescita e distorce l’allocazione delle risorse quali i talenti e il capitale, allontanandoli dalla creazione di ricchezza a favore della distribuzione di ricchezza. Inoltre distorce il modo di pensare. 

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