A caccia di talenti straordinari

Nel mondo del business, la parola «creatività» è l’ultima moda. Come attrarre, far crescere e dirigere le persone di straordinario talento che con i prossimi Lipitor, Walkman o iPod è ormai un tormentone costante tra i manager delle aziende. Come direttore del MacArthur Fellows Program, Daniel J. Socolow ha accumulato una rilevante esperienza nel processo di scoperta della creatività. Il questa conversazione con il capo -redattore di HBR, Diane Coutu, egli descrive in che modo vengono scelti i destinatari delle «borse di studio per geni», che hanno un’entità di ben mezzo milione di dollari, e senza condizioni. Per quanto la somma sia parecchio significativa, lo è ancora di più il riconoscimento che viene con l’assegnazione della borsa di studio. La MacArthur sancisce, infatti, la validità del lavoro svolto dal premiato, dice Socolow, e tale convalida apre le porte per successivi sviluppi, qualunque sia il campo di lavoro. Nonostante il programma mantenga sotto osservazione anche gli imprenditori che sono sulla soglia di importanti innovazioni, egli ritiene che il mercato svolga bene il compito di premiare adeguatamente le idee di business.Replicare la MacArthur in azienda significherebbe dare ad alcuni dipendenti molto tempo e denaro per seguire le proprie inclinazioni, il che sembra poco fattibile nella maggior parte delle situazioni. Ciò nonostante, il programma ha consentito di apprendere una lezione che può essere molto utile anche al business: il tipo di creatività che porta a grandi scoperte è piuttosto difficile da trovare. E, dice Socolow, le persone eccezionalmente creative non sono sempre quelle più evidenti, che sono spesso solo molto brave ad autopromuoversi: «Ascoltate gli altri e cercate nei posti meno ovvi... estendete il vostro network e cercate di ottenere informazioni da quante più persone potete, così come facciamo noi».

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