gennaio-febbraio 2018

I nuovi CEO attivisti

Un manuale per affrontare con successo quest'era di polarizzazione politica.

Aaron K. Chatterji e Michael W. Toffel

10 Gennaio 2018

I nuovi CEO attivisti

Anche se da tempo le aziende fanno attività di lobbying sul Governo e finanziano le campagne elettorali dei partiti, una nuova tendenza si è prepotentemente affermata in anni recenti nella politica statunitense: i CEO prendono posizione pubblicamente su questioni politiche spinose che non hanno nulla a che fare con il bilancio della loro azienda. Tim Cook alla guida di Apple, Howard Schultz di Starbucks o Marc Benioff di Salesforce, per citarne solo alcuni, si sono schierati con passione su una serie di fronti che vanno dai diritti LGBT all’immigrazione, all’ambiente e alle pari opportunità delle diverse etnie. Questi CEO non solo fanno sentire la propria voce, ma mostrano anche i muscoli minacciando di trasferire le attività delle proprie aziende fuori dagli Stati che approvano leggi controverse.
Ma l’attivismo dei CEO incide effettivamente sull’opinione pubblica e sulle politiche di governo? Quali sono i rischi e i vantaggi di questo comportamento? E quali le strategie da seguire nel valutare una presa di posizione pubblica? Gli autori dell’articolo analizzano questi punti ed espongono i risultati della loro ricerca. Uno di questi ultimi è che i consumatori tendono a vedere l’attivismo di un CEO attraverso la lente del proprio orientamento politico e quindi le reazioni possono essere sia positive che negative. Ciò nonostante, nell’era di Twitter il silenzio su un problema può diventare parlante. E avere delle conseguenze.

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