Hackathon: le maratone innovative per incontrare e assumere giovani talenti

L’organizzazione di hackathon che si va diffondendo sul mercato è riconducibile a tre finalità principali tendenzialmente complementari: ci sono quelli destinati alla popolazione interna come momento di formazione, creatività ed engagement; quelli organizzati per i candidati, come momento di incontro, ingaggio e valutazione fuori dagli schemi; e quelli destinati ai clienti, per favorire l’ideazione di progetti innovativi.

Accenture può vantare una grande esperienza in fatto di hackathon. Nel corso dell’ultimo anno solo in Italia ha organizzato tre edizioni, delle quali l’ultima, “connessa” con otto Paesi. L’obiettivo è sempre attrarre e incontrare giovani talenti con competenze digitali. Profili particolarmente ricercati dall’azienda che, nel nostro Paese, negli ultimi quattro anni ha assunto con un ritmo medio di circa 1.500 persone, ogni anno.

In un contesto in cui la tecnologia evolve e si rinnova con una velocità senza precedenti, gli hackathon si sono rivelati un’efficace occasione di confronto e incontro con i giovani esperti in sviluppo, design e digital marketing. A differenza di altri momenti di incontro più “tradizionali” (job days, convention, interviews, etc.), gli hackathon offrono la possibilità ai partecipanti di dimostrare le loro capacità mettendosi in gioco in un modo molto più coinvolgente e completo.

Inoltre, non sono solo i partecipanti a dover lavorare al proprio progetto per un giorno intero, ma anche i professionisti di Accenture, che li seguono col ruolo chiave di mentor, lavorano e vivono con loro l’esperienza dell’hackathon creando così un legame molto diretto e concreto con i giovani. A differenza di quanto accade in un tradizionale colloquio di lavoro di gruppo, inoltre durante un hackathon si testa sul campo quanto un potenziale candidato sappia gestire una situazione di stress e riesca a combinare sia le proprie competenze tecniche, sia le proprie capacità di relazione e collaborazione, alla capacità di rimanere focalizzato al raggiungimento dell’obiettivo nei tempi, molto stringenti, imposti dal regolamento. Nell’hackathon infatti la competizione è reale, l’obiettivo è la vittoria del premio finale e la sfida è concepire con il proprio team il progetto migliore in 24 ore.

Tutte qualità che rispecchiano il modo di lavorare delle persone in Accenture che quotidianamente collaborano in team eterogenei combinando sia competenze tecniche all’avanguardia, sia la capacità di interpretare al meglio le reali esigenze del business, per portare ai clienti soluzioni alla frontiera dell’innovazione. Questa similitudine si è concretizzata in modo ancora più evidente nell’ultimo hackathon organizzato da Accenture Digital il 26 e 27 novembre, che si è svolto contemporaneamente in otto città (Dubai, Roma, Londra, Madrid, Istanbul, Amsterdam, Dortmund e Praga) tra loro connesse in video conference. In questa edizione, particolarmente innovativa, i vincitori delle singole edizioni hanno avuto l’opportunità di presentare i propri progetti a una giuria internazionale composta da più di 60 esperti di innovazione distribuiti nelle città coinvolte, che hanno potuto valutarli in tempo reale grazie a una semplice app sviluppata per l’occasione. Esattamente come può accadere in uno dei tanti progetti internazionali Accenture.

Un altro elemento differenziante rispetto alla maggioranza degli hackathon, incentrati in genere su una specifica tecnologia o su una specifica esigenza di business, è proprio la sfida che viene proposta ai partecipanti dei nostri hackathon. Ispirati dal pensiero di Steve Jobs presentato nell’articolo di Walter Isaacson apparso su Harvard Business Review (4/2012): «Poi ho letto qualcosa […] riguardo l’importanza delle persone che sanno stare all’intersezione fra discipline umanistiche e scienza», i temi che proponiamo in occasione degli hackathon sono sempre volti a stimolare la creatività dei partecipanti a esplorare proprio quelle “intersezioni” fra discipline diverse. Suggerendo un ventaglio di possibili accostamenti fra campi della conoscenza normalmente distanti, senza forzare alcun tema specifico, si permette ai concorrenti di scegliere il terreno su cui cimentarsi ed esprimere a pieno il proprio potenziale creativo.

Nello specifico, la formula degli hackathon di Accenture Digital, consolidata in ogni edizione, propone una serie di sotto-temi (o aree di business) legati da uno stesso filo conduttore, a cui vengono affiancate delle “leve tecnologiche” (come IoT, Intelligenza Artificiale, Blockchain) e delle “strategie” (ad esempio Gamification, Sharing Economy).

Per dare un’idea dell’efficacia di questa formula in termini di qualità e varietà dei prototipi ideati, progettati e realizzati in meno di 24 ore, basti dire che fra tutti i progetti selezionati alcuni saranno presentati al comitato organizzatore di Expo 2020 Dubai (partner dell’ultima edizione) che ne valuterà la possibile attuazione, altri sono stati scelti per partecipare a un programma di coaching da parte di un importante player italiano del mondo dell’incubazione di start-up e parte dei partecipanti ha già ricevuto proposte di colloquio in Accenture. 

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