Letture intelligenti

L'arma a doppio taglio dei sondaggi

Pochi mesi fa, dopo l'inattesa elezione di Trump, uno tra i tanti post pubblicati sui social chiedeva in modo provocatorio se fosse arrivato il momento per gli analisti di cambiare lavoro. Non molto prima, avevano fatto clamore le errate previsioni sulla sconfitta della Brexit in Gran Bretagna. Nel nostro Paese gli insuccessi si sono manifestati per le politiche del febbraio 2013 e per le europee del 2014. Anche per il referendum dello scorso dicembre, le polemiche e le incertezze sulle percentuali dei favorevoli e dei contrari alla riforma costituzionale sono andate avanti per settimane, fino agli ultimi istanti prima delle votazioni. Insomma, l'ambiguità e i recenti fallimenti della capacità previsionale dei sondaggi sulle intenzioni di voto in diversi Paesi hanno suscitato dubbi e perplessità sull'affidabilità di questi strumenti.

Ma davvero i sondaggi, le analisi e le previsioni di scenario hanno perso valore e significato? I risultati delle indagini e delle ricerche che leggiamo sui giornali o ascoltiamo in televisione sono diventati meno attendibili?

Non è proprio così, come spiegato chiaramente nel libro Demoskoppiati? L'Italia vista dai sondaggi di Renato Mannheimer, sociologo con lunga esperienza nel settore dei sondaggi d'opinione. L'autore, membro dell'Advisory Board di Eumetra Monterosa, nel suo ultimo saggio risponde ad alcuni quesiti ricorrenti sui sondaggi e sulla loro credibilità, offrendo ai lettori una riflessione accurata su meriti e demeriti delle ricerche di opinione in ambito politico e non solo. Ne emerge un quadro articolato composto da diversi aspetti su cui riflettere per capire davvero il ruolo che oggi queste indagini ricoprono nei Paesi in cui sono diffuse.

Innanzitutto, Mannheimer ci tiene a sottolineare che i sondaggi politici ed elettorali rappresentano una quota esigua del business totale, composto per la maggior parte da rilevazioni per le aziende in ambito marketing e customer satisfaction che, al contrario, raggiungono ormai livelli di affidabilità molto alti.

I limiti delle rilevazioni in campo politico sono di diversa natura. In primo luogo, la volatilità degli elettori, che decidono il proprio voto in extremis, lascia le previsioni nell’incertezza e nell’ambiguità fino all'ultimo. Inoltre, servirebbe un ragionamento approfondito sulle questioni di metodo e sulla qualità di molti sondaggi spesso eseguiti in modo impreciso su campioni limitati e poco rappresentativi, oppure presentati in maniera forviante e tendenziosa.

I risultati di molti sondaggi elettorali vengono strumentalizzati e usati come slogan per conquistare audience e notorietà dai media che, invece, dovrebbero maneggiare e spiegare con cura il significato dei numeri e delle trend presentati. Servirebbe anche un utilizzo più consono ed esteso dei sondaggi da parte delle amministrazioni pubbliche sulle tematiche sociali più rilevanti, sulle politiche proposte, sulle scelte pubbliche e su tutte le questioni che interessano i cittadini, per consentire ai decisori di cogliere in maniera più significativa l’orientamento e il consenso della popolazione.

Il libro, oltre a fornire un approfondimento metodologico sul grado di affidabilità dei sondaggi, offre una panoramica dettagliata, trasversale e attuale su quello che a oggi è il pensiero degli italiani in merito ai principali temi sociali che animano il dibattito da qualche anno a questa parte. Il ruolo della politica e delle istituzioni, il problema dell'immigrazione, la minaccia del terrorismo, i dubbi sull'Europa, le polemiche sulla pensione, i dilemmi sui matrimoni gay e sull'uso di OGM: Renato Mannheimer affronta queste e molte altre tematiche scottanti con lo strumento delle ricerche sociali, offrendo una descrizione precisa e accurata dello stato dell'arte dell'opinione pubblica attraverso i dati di sondaggi recentissimi.

Gli studi riportano un significativo disinteresse per la politica: nel giro di trent’anni è raddoppiata al 50% la quota di elettori che non sanno, o non vogliono, collocarsi sull’asse destra-sinistra, a conferma di quanto si siano fatte labili le appartenenze politiche. Inoltre, tra le principali tendenze si registra una sfiducia nei confronti dei partiti politici e di altre istituzioni, un'insoddisfazione nei confronti dell'Europa e dell'Euro, una richiesta di politiche più drastiche nei confronti degli immigrati e una paura crescente per le minacce del terrorismo.

Riflettere sui risultati dei sondaggi, significa riflettere su noi stessi e sulla società in cui viviamo per meglio comprendere le mille sfaccettature di una realtà frammentata e in continua evoluzione. L'analisi del contesto italiano, pubblicata da Mannheimer, offre un'interessante interpretazione del contesto attuale, grazie anche all'utilizzo di grafici chiari ed eloquenti, e fornisce numerosi spunti di riflessione sui possibili sviluppi futuri. Al momento ciò che emerge è un’Italia spaccata, insoddisfatta, preoccupata da diversi temi e indifferente ad altri. Dalla lettura dei dati si deduce un'urgente necessità di attivare politiche economiche, fiscali e sociali adeguate ed efficaci che siano in grado di ridurre le divisioni e l'insofferenza del nostro Paese.

IL LIBRO

Renato Mannheimer, Demoskoppiati? L'Italia vista dai sondaggi, Jaca Book, Milano 2016, pag. 176, euro 12,00.

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