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Anche da eletto Trump resta un'incognita

Anche da eletto Trump resta un'incognita

La vittoria di Trump alle elezioni presidenziali degli Usa ha suscitato larga eco in tutto il mondo, come sempre accade per gli esiti delle consultazioni americane. Ma questa volta, alla prevedibile risonanza globale dell’evento si è affiancato spesso lo sconcerto, poiché ciò che emerso dalle urne ha costituito una forte sorpresa per molti analisti e osservatori (e anche per qualche sondaggista: ma sul perché molti sondaggi non abbiano saputo prevedere il risultato mi permetto di rinviare alla recensione del mio libro Demoskoppiati?, in altra parte di questa rivista). Su tutti i media - anche nel nostro Paese - sono dunque apparsi numerosi commenti e riflessioni, per lo più perplessi - e talvolta spaventati - su ciò che il neo eletto Presidente potrà fare nel corso del suo mandato.
Ma cosa ne pensano i cittadini? Sappiamo che la popolazione del nostro Paese, anche in passato, si è dimostrata piuttosto ostile verso Trump. Nei sondaggi svolti prima delle votazioni negli Usa, volti a rilevare cosa avrebbero votato gli italiani se fossero stati chiamati a partecipare alle elezioni Usa, la grande maggioranza (attorno al 70%) dichiarava che avrebbe preferito la Clinton. Non sorprende dunque che, come mostra un recente sondaggio condotto dall’Istituto Eumetra Monterosa per The Ruling Companies (presentato al convegno del 18 novembre scorso), l'atteggiamento scettico verso Trump non sia cambiato in seguito al risultato elettorale: la maggioranza (63%) degli intervistati dichiara di interpretare come un "fatto negativo" l'elezione di Trump. Risulta più scettica la generazione più giovane, fino ai 24 anni di età, tra i quali l'ostilità giunge al 74%. Ancora, danno prevalentemente un giudizio sfavorevole al neo Presidente i possessori di un titolo di studio elevato (specialmente i laureati, 75%), gli insegnanti e gli studenti. Dal punto di vista dell’orientamento politico, è significativo rilevare che si tratta di un atteggiamento presente in tutti i settori dell’elettorato, nel centrodestra come nel centrosinistra. Tanto che si rileva una percezione di negatività verso l'elezione di Trump sia tra i votanti per il Pd (69%), sia tra quelli per Forza Italia (73%), sia, anche, tra chi dichiara di optare per il Movimento Cinque Stelle (71%). Fa eccezione, naturalmente, la Lega Nord, il cui leader Salvini, come si sa, ha assunto da subito un atteggiamento favorevole a Trump. Il suo elettorato è con lui: l’85% dei votanti per la Lega esprime un giudizio favorevole nei riguardi del risultato delle elezioni Usa.
Le preoccupazioni riguardano in larga misura l’andamento dell’economia. Di fonte al quesito se "l'elezione di Trump costituisca una minaccia per l'economia del mondo", il 54% dichiara di trovarsi d'accordo con questa affermazione, a fronte del 36% che non lo è. Ancora una volta, sono gli insegnanti e gli studenti a manifestare maggiormente la convinzione che Trump possa costituire una minaccia per l’economia del globo. Ma è interessante rilevare come gli imprenditori e i liberi professionisti – che dovrebbero essere forse più addentro alle problematiche dell’economia – esprimano in maggioranza (72%) un’opinione opposta, dimostrandosi così non eccessivamente inquieti per i possibili effetti economici della futura gestione Trump.
Si sa però che Trump ha dichiarato di non volere prestare tanto attenzione agli interessi e allo sviluppo del “resto del mondo” quanto a quello del suo Paese. Ma, secondo la gran parte degli intervistati, il magnate americano non riuscirà neanche in questo e non contribuirà positivamente nemmeno allo sviluppo e al benessere della società statunitense. E’ vero che, a parere di una parte consistente del campione (38%, specie tra i laureati, ove questa opinione raggiunge la maggioranza), Trump avrà successo “in parte” nel favorire la prosperità degli Stati Uniti. Ma, secondo la maggioranza relativa (42%, specialmente i più giovani), Trump non avrà esito positivo neppure in questo ambito. Solo il 12% del campione ritiene che il neo Presidente “migliorerà il benessere e la competitività negli Usa”.
L’insieme di questi dati conferma dunque come Trump continui ad essere malvisto tra i cittadini nel nostro Paese. La gran parte degli italiani non ha fiducia in lui – malgrado l’atteggiamento più moderato espresso dopo la sua elezione a Presidente - e lo ritiene un vero e proprio pericolo, capace di arrecare danni ingenti non solo all’Europa, ma anche agli stessi Stati Uniti. I prossimi mesi e le sue prime iniziative ci diranno se questa visione pessimistica è frutto di un timore esagerato – influenzato ancora una volta anche dai media - nei confronti della nuova presidenza statunitense o corrisponderà invece alla realtà dei fatti.

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