LE PERSONE AL CENTRO

Cervelli e corpi in hyperscanning

Le strategie di sintonizzazione nei processi di valutazione

La valutazione è uno dei momenti più complessi all’interno della vita delle organizzazioni, poiché si contraddistingue come processo evolutivo e di cambiamento. Infatti, allo stesso tempo è segnale di una cultura organizzativa specifica ma anche occasione di evoluzione delle relazioni, non sempre di successo. La presenza di delicati equilibri dovuti alle asimmetrie dei diversi ruoli richiede che, parallelamente alle capacità di restituire un feedback efficace, si possa leggere il momento della valutazione come un’opportunità di conoscenza e scambio relazionale.
Oggi le neuroscienze ci offrono un nuovo scenario possibile e strumenti innovativi per far luce su questa attività. Le tecniche neuroscientifiche, e in particolare quella dell’hyperscanning, ci consentono, infatti, di monitorare cosa succede nel cervello di due interlocutori durante il colloquio di valutazione. Un recente esperimento, ad oggi unico nel suo genere in Italia, realizzato dall’Unità di ricerca in Neuroscienze sociali e delle emozioni dell’Università Cattolica di Milano, ha voluto esplorare il processo di valutazione mediante questa nuova tecnica, all’interno di contesti aziendali differenti, grazie alla collaborazione tra psicologi e manager d’azienda. L’hyperscanning, consente di misurare la presenza e l’intensità della sintonizzazione tra due o più individui, sia a livello cerebrale che corporeo, mentre stanno svolgendo delle attività comuni, come nel caso del colloquio di valutazione. A partire dall’analisi biometrica del biosegnale elettroencefalografico (EEG, oscillazioni corticali) e di alcuni indici periferici (relativi al sistema nervoso simpatico e parasimpatico, che regolano comportamenti come il battito cardiaco o la risposta di conduttanza basata sulla sudorazione cutanea) siamo infatti in grado di ricostruire quanto due individui in interazione sviluppino strategie mentali e corporee “sintoniche”, ovvero quanto i due cervelli e le risposte corporee siano inter-connessi (analisi della connettività inter-cerebrale e periferica). La presenza di un collegamento nelle risposte psicofisiologiche di due persone in interazione è indice della forza del legame sociale in atto. Questo processo avviene perlopiù attraverso meccanismi inconsapevoli e impliciti, che possano indicarci come siano in gioco le capacità empatiche basate sulla nostra psicofisiologia.
Nell’esperimento sono state comparate due modalità antitetiche di comunicazione durante la valutazione della prestazione: la presenza (rating) o l’assenza (no rating) di una valutazione della performance in termini numerici; due stili di comunicazione contrapposti, partecipativo o direttivo da parte del capo. All’interno di apposite situazioni protette che hanno garantito una rilevazione scientificamente attendibile, sono state analizzate undici coppie di capo-collaboratore, mentre aveva luogo la valutazione. I risultati ottenuti sembrano indicare chiaramente che una valutazione senza numeri e uno stile partecipativo funzionano meglio in termini di coinvolgimento (comportamento sincronizzato dal punto di vista attentivo) ed attivazione (sintonizzazione ed engagement emotivo) dei soggetti, se pur in maniera diversa tra capo e collaboratore e variabile in funzione dei differenti contesti organizzativi analizzati.
In altri termini i nostri cervelli e le nostre risposte corporee ci dicono che più siamo in grado di sviluppare un “linguaggio” condiviso attraverso la connettività cerebrale e corporea inter-soggettiva, più siamo in grado di riconoscere l’altro, di entrare in empatia, di dare ascolto. Mantenendo in questo modo sia livelli elevati di attenzione e condivisione dei contenuti, sia un buon grado di partecipazione emotiva. Alla base di questi meccanismi è possibile ipotizzare il reclutamento dei neuroni a specchio, che creano una connessione tra due persone attivando aree omologhe e secondo processi sincroni nei due cervelli. Inoltre, è stato dimostrato che, tra i meccanismi cerebrali in grado di garantire la sintonizzazione intersoggettiva, va considerato il circuito del reward (ricompensa), che risponde a situazioni in grado di generare sensazioni e risposte positive nell’essere umano: per questa ragione solo quando c’è sintonizzazione tra i cervelli in azione gli individui possono sperimentare gratificazione ed emozioni positive.
Anche se la presenza di livelli elevati di sintonizzazione non è di per sé garanzia assoluta di relazioni e di performance migliori, certamente costituisce un terreno fertile e ottimale per sviluppare la collaborazione e la crescita degli individui e della vita aziendale.

Michela Balconi opera nell’unità di ricerca in Neuroscienze sociali e delle emozioni del Dipartmento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano. Emanuela Salati è Responsabile formazione, processi evolutivi e welfare in ATM.

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